Rizoartrosi del pollice (2^ parte)

21 Marzo 2021

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Diagnostica per immagini

L’esame radiografico rappresenta l’esame standard quando vi è il sospetto di rizoartrosi. Le proiezioni standard sono sufficienti a identificare la malattia, mettendo in evidenza la sclerosi dei capi articolari e la presenza eventuale di piccoli osteofiti marginali sul lato ulnare. Negli stadi avanzati si osservano la scomparsa dello spazio articolare, l’aumento degli osteofiti, la sublussazione dorso-radiale del primo osso metacarpale e la possibile iperestensione della metacarpo-falangea del pollice.

Terapia

La terapia della rizoartrosi è prevalentemente conservativa. Si utilizzano specifici tutori per l’immobilizzazione del pollice, farmaci anti infiammatori non steroidei e la ionoforesi come trattamento iniziale. L’ortesi da indossare durante le ore notturne e nei lavori manuali a rischio, ristabilisce la congruenza tra i due capi articolari della trapezio metacarpale con un duplice scopo: mettere a riposo l’articolazione e, soprattutto, fare in modo che i carichi siano trasmessi il più possibile lungo l’asse longitudinale del primo raggio. Se la terapia adottata non dovesse dare i risultati sperati, si può procedere con l’iniezione intrarticolare di farmaci steroidei. L’opzione della terapia chirurgica viene presa in considerazione qualora la conservativa dovesse fallire. Gli interventi chirurgici possono essere molteplici, ma si possono dividere in:

  • Plastica in sospensione con o senza interposizione biologica
  • Asportazione del trapezio con o senza interposizione biologica
  • Artrodesi della trapezio metacarpale
  • Protesi articolari

La scelta dell’intervento dipende da vari fattori, quali l’età del paziente, le sue richieste funzionali, il quadro clinico-radiografico. La plastica in sospensione riesce ad eliminare il dolore nello svolgimento di attività manuali leggere e di mantenere anche una buona mobilità del primo raggio a fronte di una lieve perdita di forza. Tale intervento è prediletto per i soggetti di sesso femminile, in età postmenopausale, con richieste funzionali limitate. L’asportazione del trapezio prevede la ricostruzione dei principali legamenti stabilizzatori del primo metacarpale. L’artrodesi della trapezio metacarpale, trova grande applicazione in pazienti giovani, soprattutto di sesso maschile, con richieste funzionali elevate. Le protesi articolari, al momento attuale, non offrono risultati migliori degli interventi precedentemente citati

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