NON DARE NULLA PER SCONTATO. di Alessandro Spampinato (1^ parte)

7 Agosto 2022

Siamo esseri sociali, intelligenti e strutturati per la relazione. Il linguaggio verbale e non verbale è il veicolo di questa relazione con gli altri, con il mondo e con il tutto cui siamo chiamati sin da quando nasciamo. Poiché siamo tutti progettati per entrare in contatto e interagire con qualsiasi cosa c’è veramente da chiedersi come mai la relazione risulta spessissimo l’esperienza più difficile che una persona sperimenta nella vita. Iniziamo in famiglia, poi a scuola, nei gruppi sportivi, nelle comitive e poi nel mondo del lavoro, nel matrimonio, nelle comunità religiose, ecc. Tutti facciamo queste esperienze e tutti soffriamo e ci lamentiamo di come vanno le cose. Perché una cosa così naturale e spontanea risulta la prova più difficile? La prima riflessione è di natura strettamente antropologica e culturale. Se per assurdo prendiamo un bambino e lo rinchiudiamo in una stanza da solo per tutta la durata della sua crescita e poi apriamo quella porta o come nel caso di quei bambini abbandonati nella foresta e sopravvissuti, troveremmo delle persone incapaci di parlare e comunicare. Noi parliamo perché ci hanno insegnato a parlare. La riflessione si fa più profonda se pensiamo a quante lingue esistono e da dove vengono, chi le ha trasmesse, ecc… Ma torniamo a noi. Il linguaggio si apprende e si sviluppa nel corso della vita. La prima difficoltà, quindi, deriva dai nostri insegnanti, dai nostri maestri. Quanto è importante avere delle guide sagge e preparate nell’età evolutiva, degli educatori attenti, empatici e disponibili altrimenti bisognerà passare per diversi gironi dell’inferno prima di riuscire a capire, cambiare e crescere. Nel mio lavoro di psicoterapeuta gli argomenti “infanzia” e “famiglia di origine” sono all’ordine del giorno anche se si tratta di adulti. Ci creiamo degli schemi di comportamento, dei codici di decodifica della realtà, un sistema di valori e credenze e di conseguenza ci aspettiamo delle cose dagli altri, insomma, vogliamo che le cose e le persone siano come noi li vogliamo e non come in realtà sono e ci aspettiamo che gli altri rispondano alle nostre esigenze e ai nostri bisogni così come funzionava a casa da piccoli in famiglia, così come siamo abituati…

continua…

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