Assassini seriali. Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio (7^ parte)

31 Maggio 2020
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(continua dall’edizione precedente)

Nella dicotomia serial killer organizzato/disorganizzato, la Cianciulli, appartiene indiscutibilmente alla prima. Le sue azioni, erano ben premeditate ed organizzate, studiate al tavolino; con eloquenza ed arte, riusciva a convincere le sue vittime a farle visita presso la sua abitazione, prima di partire per recarsi nei luoghi promessi da Leonarda.

La quale ultima, dopo la loro uccisione, provvedeva ad eliminare ogni sospetto e traccia, anche mediante l’utilizzo delle lettere pre-confezionate, che venivano spedite dal figlio, dai nuovi luoghi dove avrebbero dovuto dimorare le povere donne, al fine di rassicurare amici e parenti.

E non ultimo per importanza, dedicandosi all’accurata pulizia dei luoghi, dopo le uccisioni e alla sparizione di ogni parte dei loro corpi, mediante sezionamento, smembramento e utilizzo per la realizzazione di saponi e dolci, ma anche gettando nel pozzo di casa i resti inutilizzabili.

Quali motivazioni hanno indotto all’agire Leonarda Cianciulli?

In prima analisi, non sono certo da sottovalutare, sia le difficili condizioni vissute nella sua infanzia e la patologia di cui era portatrice: l’epilessia.

Le prime, potrebbero aver influito negativamente sulla sua vita da adulta, anche se questa variabile, come ho avuto modo di osservare in più occasioni, non è simile per tutti i soggetti, nel senso che, tanti di quelli che hanno vissuto da bambini le medesime condizioni, non hanno poi sviluppato pulsioni o psicopatie criminali nell’età adulta.

Mentre l’epilessia pediatrica, che va ad interconnettersi anche con le funzioni delle sinapsi e le strutture del cervello che permettono la comunicazione fra i neuroni, se non curata per tempo, ed all’epoca, siamo a cavallo del XIX e XX secolo, non era certo cosa facile, anzi, direi impossibile, può divenire anche in seguito, la causa di molteplici comportamenti anomali, conducendo a psicopatie e disturbi mentali di vario genere e gravità. E qui mi fermo poiché le mie in questo caso, sono solo ipotesi, delle quali lascio la conferma agli esperti in materia.

Andando avanti nella mia disamina relativa alle motivazioni dell’agire di Leonarda, quella dovuta al genere visionari/allucinati, credo sia tra le prime da prendere in considerazione.

Ciò è provato dalla presenza di disturbi mentali importanti già in età infantile, come sopra descritto, ma anche dal fatidico sogno della Madonna nera, che le avrebbe consigliato di uccidere innocenti vittime, al fine di preservare la vita dei suoi due figli più grandi, chiamati alle armi, in occasione dell’imminente secondo conflitto mondiale.

Non manca alla  Cianciulli, l’appartenenza al genere di serial killer denominati “missionari”, i quali, come nel nostro caso e come già sinteticamente detto, uccidono, con la convinzione che tale sacrificio, possa salvare i loro figli. E’ anche il caso del citato Giless De Rais, che oltre ad altre motivazioni nel suo agire spietato, sodomizzò ed uccise decine e decine di bambini, anche con la convinzione che il loro sacrificio, avrebbe potuto liberare il suo castello da una maledizione che cadeva su di esso.

Aggiungerei per ultimo, che alla Ciaunciulli, non può mancare nel suo agire criminale, la motivazione, dovuta al guadagno. Come si usa dire, prendendo con una fava due piccioni. Oltre ad essere convinta che i suoi martiri, avrebbero garantito la vita dei suoi figli, già da prima della loro uccisione, faceva in modo che tutti i loro beni immobili e mobili, divenissero di sua proprietà.

(fine)

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