Assassini seriali. Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio (6^ parte)

24 Maggio 2020
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(continua dall’edizione precedente)

I grassi inoltre, vengono usati ancora oggi, uniti ad altri prodotti, per realizzare dolciumi e quelli provenienti dalla macellazione di animali, naturalmente, sono i più genuini, poiché non elaborati e non realizzati in laboratorio, come magari accade oggi in tanti casi.

Quindi, il fatto che la Cianciulli, fosse stata in grado di realizzare saponi e dolciumi dai resti delle sue povere vittime, a mio parere, non desta alcuno stupore tecnico-scientifico, se non fosse per il fatto, che tali “avanzi”, provenissero dalla macellazione di corpi umani, straziati e depezzati subito dopo la loro morte.

Vorrei inoltre preliminarmente comparare il modus operandi della Cianciulli, trovato comune, almeno per alcuni aspetti, ad altri serial killer, di ogni luogo e tempo, che ho già avuto modo di studiare.

Irina Gaidamachuk, denominata anche la la Lupa di Krasnoufimsk, nata a Njagan, una cittadina della Russia siberiana, circuiva donne anziane e benestanti, uccidendole a martellate o con l’ascia, con il fine di appropriarsi dei loro beni.

In questo caso, l’analogia potrebbe trovarsi nel fatto dell’appropriarsi dei beni  posseduti dalle vittime, ma non certamente in quella di una sorta di scambio della vita dei suoi  figli, con quella di altri innocenti individui, come nel caso in esame.

Elizabhet Bathory, Gilles De Rais, Enriqueta Martì Ripolles, quest’ultima detta anche la vampira di Barcellona, tutti vissuti in epoche e territori diversi, presentano pure delle analogie con le azioni commesse da Leonarda, in particolare, la vicinanza, la conoscenza e l’utilizzo, di pratiche magiche occulte e sataniche. Come pure il depezzamento dei corpi delle loro vittime, per trarne in alcuni casi, medicamenti e pozioni magiche, verosimilmente ai saponi ed ai dolciumi realizzati dalla Cianciulli.

Altri fattori, che possono condividere tra di loro tutti questi serial killer, sono gli episodi, a vario titolo, di cannibalismo e vampirismo. Leonarda, mangiava i biscotti fatti con i resti delle sue vittime, come pure utilizzava il loro sangue, sciorinato e raccolto nei catini. Bathory, beveva il sangue delle sue giovanissime vittime, pensando che questo le donasse l’eterna giovinezza e ne mangiava o faceva mangiare le loro carni.

Poi c’è il fattore guadagno, che ad esempio, può accomunare la Cianciulli, a serial killer del genere di Marcel Petiot e di Henri Dèsirè Landru. Il primo, aveva tra l’altro organizzato una sorta di servizio, che prometteva agli ebrei la loro fuga, di fatto, traendoli in inganno ed uccidendoli in una sorta di camera a gas, depredandoli poi di ogni loro avere. Il secondo, con eloquenza ed apparente empatia, attirava in trappola donne sole e benestanti, con la promessa di contrarre con esse matrimonio, uccidendole e bruciandole nella stufa della sua casa di campagna, non prima di aver fatto loro sottoscrivere un contratto, mediante il quale, ogni bene ed avere, sarebbe divenuto di proprietà dello stesso Landru.

Detto quanto sopra, mi avvio allo studio del criminal profiling di Leonarda Cianciulli, al secolo la “saponificatrice di Correggio”.

(continua nella prossima edizione)

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