L’ANSIA E PANICO, COSA SONO? di Alessandro Spampinato (1^ parte)

8 Marzo 2020
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Tutto ciò che ci appartiene e che riceviamo in dotazione con il DNA serve alla vita. Le mutazioni genetiche vogliono dire malattia o morte dell’individuo. La vita di cui siamo fatti su tutti i livelli, biologico-chimico, psicologico e spirituale, sa il fato suo ed è attrezzata per la sopravvivenza e la conservazione della specie e dell’individuo. I veri motori esistenziali della vita sono l’integrità e la conservazione. Pertanto le emozioni e i sentimenti servono alla nostra sopravvivenza e a conferire qualità e sapore alle nostre esperienze. Così la rabbia e la paura sono indispensabili per la difesa della vita da pericoli, da attacchi e da predatori più o meno reali. Cosa sarebbe di noi se non provassimo le emozioni comprese quelle negative? Forse non dureremmo tanto… In questo contesto di riflessione si colloca l’ansia. Essa è una risposta normale e sana ad un pericolo reale o percepito ed è costituita da una serie di cambiamenti nel corpo e nel modo di pensare e di comportarsi che ci permette di fronteggiare e rispondere rapidamente a minacce e pericoli per la nostra vita. E fin qui tutto bene, ma il problema sta nel fatto che potrebbe diventare cronica attraverso il meccanismo definito “ciclo dell’ansia”. Pensiamo, ad esempio, di trovarci in macchina mentre procediamo a velocità sostenuta lungo una strada e che all’improvviso una macchina nella direzione opposta azzarda un sorpasso invadendo la nostra corsia. In una frazione di secondo il nostro cervello rileva il pericolo e, in modo del tutto automatico, il corpo e la mente si attivano accendendo i sensi e agendo d’istinto per salvarci la vita. Le modificazioni corporee essenziali sono: il battito cardiaco accelera e la pressione del sangue aumenta; la capacità del sangue di coagularsi aumenta in preparazione ad una possibile lesione; la sudorazione aumenta per aiutare a raffreddare il corpo; una quantità di sangue è dirottata sui muscoli che si tendono pronti all’azione; la digestione rallenta; diminuisce la produzione di saliva; il ritmo del respiro accelera, le narici e i passaggi di aria si dilatano, per far affluire velocemente più ossigeno; il fegato rilascia zuccheri, per fornire energia; gli sfinteri si contraggono per chiudere intestino e vescica; le risposte immunitarie si indeboliscono il che è utile a breve termine per permettere una risposta massiccia all’immediato pericolo.

(continua nella prossima edizione)

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