L’AMORE SOTTO CONTROLLO di Alessandro Spampinato (2^ parte)

1 Marzo 2020
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(continua dall’edizione precedente)

O, caso ancora più inquietante che ho seguito, è quello di una moglie che ha regalato per il compleanno al marito uno smartphon clonato, con cui poteva controllare sul suo telefono tutte le conversazioni sulle chat scoprendo la sua infedeltà anche virtuale. Siamo sotto il controllo del sistema e sotto il controllo degli altri e a nostra volta controlliamo. L’apparenza e l’immagine diventano culto, religione, stile di vita, ossessione. E così curiamo il look, il peso, il trucco, ricorriamo alla chirurgia estetica, al fitness, allo yoga, per essere visibilmente belli, in forma, benestanti, sani, giovani e alla moda. Ci riconosciamo per come appariamo, ci seduciamo l’un l’altro con la vista, mangiamo con gli occhi e ci giudichiamo guardandoci di traverso, ci escludiamo girando lo sguardo, ma soprattutto ci spiamo per controllare! Questo nostro stile di vita così centrato sul controllo visivo degli altri e della realtà ha già oltrepassato da un pezzo la soglia della decenza ed è già diventato patologicamente ossessivo. Al di là di quanto siamo condizionati e formati i sensi fisici sono cinque e poi ci sono i sensi psichici, il nostro sentire interiore, di pancia, il nostro intuire, il nostro sapere. Dimensioni certo sottili, non pesanti e oggettive come la vista e l’udito, e quindi difficili da sviluppare ma ci sono e hanno molto a che fare con i sentimenti quali l’amore e l’amicizia. Mi domando com’è possibile che ci sia bisogno di controllare, fotografare, registrare, spiare gli altri per sapere chi siamo e se gli altri ci amano quando magari ci viviamo insieme da vent’anni! Dov’è finito il nostro sentire? Dov’è finita l’empatia? Dov’è finito il nostro intuito? Se una persona ci ama o ci è amica lo si dovrebbe sentire e percepire interiormente. La modernità sta atrofizzando la vita interiore e sta penetrando subdolamente i nostri rapporti sociali e affettivi. Come antidoto al veleno del controllo ricordo sempre ai miei pazienti e prima di tutto a me stesso due concetti fondamentali: 1) Esiste un controllo sano ed un controllo malato. Il controllo malato è quello verso gli altri e verso la realtà. Gli altri hanno diritto alla loro privacy e al loro libero arbitrio essendo persone e la realtà non è sotto il nostro dominio non essendo noi Dio! Il controllo sano, invece, è verso noi stessi. Riscopriamo i nostri sensi interni, impariamo ad ascoltarci, a guardarci dentro e a governare la nostra mente! 2) Invece di cercare ossessivamente un senso nella vita, un senso nelle cose e negli altri ricordiamoci che il buon Dio di sensi ce ne ha dati parecchi, cinque sensi fisici più quelli psichici e spirituali. Riscopriamo la bontà di gustare, toccare, sentire, intuire, capire e colorare il mondo che circonda e le persone che frequentiamo.

(fine)

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