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Mecenate TV, tanti investimenti e poca resa

1 Febbraio 2017
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Attesa per conoscere il futuro dell’emittente che non è mai decollata. Un progetto sulla carta entusiasmante ma affidato a chi l’informazione non l’hai mai fatta.

Chiuderà o non chiuderà? Stiamo parlando di Mecenate TV, l’emittente voluta dalla Fondazione Cariciv per creare, almeno nelle intenzioni, un nuovo modo di fare informazione. Progetto ambizioso ma anche costoso, in una realtà come quella civitavecchiese poca avvezza alle grandi cose ma comunque legata al passato, con un nome ben preciso per quanto riguarda
l’emittenza televisiva, ovvero Trc. Sfida importante, diremmo azzardata in un comprensorio dove già diversi network avevano
fallito in passato e soprattutto storici quotidiani avevano deciso di tirare i remi in barca. Ma nonostante tutto il progetto si decideva di portarlo avanti, con costi spaventosi per una TV il cui bacino di utenza è veramente irrisorio; impossibile voler contrastare i grandi network a livello regionale, senza grandi firme e senza aver a capo un vero e proprio manager
dell’editoria. Fatto sta che, se fino a questo momento la pentola non era scoppiata, le indagini del Mef e, a quanto pare anche della locale Procura della Repubblica (soprattutto sulla truffa subita dall’ente di via Risorgimento per il caso Lp Suisse) hanno fatto accendere il campanello d’allarme sulla chiusura dell’emittente. Per il momento nulla di ufficiale da parte dei vertici della Fondazione, ma neppure smentite a quanto pubblicato nelle ultime settimane, soprattutto dal sito internet etrurianews.it, al
quale va dato atto di aver portato avanti una inchiesta giornalista degna dei migliori network nazionali.
Senza voler dare la colpa a questo o quell’altro personaggio implicato nelle vicissitudini della Fondazione Cariciv (ci penserà la
Magistratura ad ogni valutazione di sorta, se nel caso sia stata aperta un’inchiesta), resta però il clamoroso errore di valutazione
nel portare avanti il progetto televisivo. Errore madornale costato bei soldoni, tra investimenti tecnologici e costi del personale,
a fronte di entrate pubblicitarie ridottissime. Un progetto sbagliato, sicuramente in buona fede, ma che si è trascinato per troppo
tempo. Cosa accadrà? Staremo a vedere, di sicuro di in tutto questo stona il silenzio assordante della classe politica civitavecchiese. Lasciamo a voi ogni commento al riguardo. Durante l’ultima conferenza stampa da lui stesso indetta,
l’avvocato Cacciaglia, presidente della Fondazione, è letteralmente fuggito dalle domande dei giornalisti che chiedevano lumi sulla attuale situazione.

 



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