Il Fontanile della Selciata. A cura di Glauco Stracci – SSC

1 Novembre 2020

Testimonianza agropastorale

Il fontanile della Selciata, nel Rione Quartaccia di Santa Marinella, trae il proprio nome dalla tenuta di appartenenza, menzionata come “Selciata spagliosa” nella Constitutio di Gregorio XIII del 1580, in riferimento alla Dogana dei Pascoli del Patrimonium Sancti Petri. La Selciata nel XVII-XVIII secolo compare in un corpo di sette tenute, concesse al territorio di Tolfa dalla Reverenda Camera Apostolica, per il taglio ceduo, ad uso esclusivo dei forni dell’Allume, successivamente il legname sarà destinato anche all’ Arsenale marittimo del porto di Civitavecchia. La tenuta è riportata sia nel Catasto Annonario dell’ Agro Romano, del 1803, che in quello Gregoriano. Dal XIX secolo ebbe diversi affittuari, tra cui i Soderini e i Valdambrini, per arrivare agli Antonelli, ai quali, nel 1920 viene sottratta, in parte, per essere concessa all’ Opera Nazionale Pro-Combattenti. Nel 1927, con Decreto Regio, la Selciata, insieme ad altre tenute, passerà al territorio di Santa Marinella (all’epoca frazione di Civitavecchia). Invece una prima menzione del relativo fontanile (m. 11,5 x 2,55 ca.) è nella Descriptio et consignatio   di Pio VI del 1785, in riferimento ai beni camerali della Dogana, compare altresì nella mappa catastale del Cessato Catasto Rustico (U.T.E.) del 1870 e nelle più moderne carte IGM degli anni’ 30 del Novecento. Il fontanile, posto sul tracciato della Via Aurelia Vecchia, trae la propria acqua da una vicina sorgente e con il restauro del dopoguerra è stato parzialmente interrato, così da perdere la pavimentazione originaria. Il suo stile architettonico, con il parapetto arcato e la vasca a bordi stondati, rispecchia lo storico canone dei fontanili campestri della Campagna Romana del XVIII-XIX secolo, che ritroviamo, ad esempio, raffigurati nelle opere di pittori veristi di alto calibro, come Giuseppe Raggio e Bartolomeo Pinelli. Il fontanile della Selciata è perciò l’ultima testimonianza di un’economia agropastorale che oggi è ormai scomparsa. Dal gennaio 2020 alla richiesta di intervento del Comitato Cittadino Sant’Antonio ha risposto l’ opera dei volontari del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite con una sapiente campagna di recupero di questo storico fontanile.

G.Stracci-SSC

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