Distorsioni della tibio-tarsica (1^ parte)

21 Febbraio 2021
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Quadro clinico, diagnosi e terapia della lesione, che colpisce in particolare gli sportivi.

Le distorsioni della tibio-tarsica possono essere determinate da sollecitazioni in inversione (varismo del retropiede e supinazione del mesopiede) o in eversione (valgismo del retropiede e pronazione del mesopiede) oppure dalla frattura di uno o entrambi i malleoli. La lesione completa di un legamento può comportare una inadeguata cicatrizzazione per cui nel 10-20% dei casi si determina una instabilità nell’articolazione, che così si espone a distorsioni successive con il rischio di un aggravamento del quadro anatomo-clinico. La distorsione trova maggior frequenza soprattutto nei soggetti che praticano attività sportiva, con una prevalenza soprattutto nel calcio, nella danza, nella pallacanestro e nella pallavolo. L’incidenza in relazione al sesso varia con l’età: tra gli adolescenti e i giovani è maggiore nei maschi, tra gli adulti nelle femmine. Il trauma che si manifesta più frequentemente (85%) è quello in inversione, con conseguente coinvolgimento del compartimento capsulo-legamentoso laterale. Nel movimento forzato in inversione o eversione, l’astragalo ruota sollecitando in trazione rispettivamente il compartimento esterno o interno. Nell’instabilità cronica, due meccanismi concorrono al reiterarsi del fenomeno: al deficit meccanico (incompetenza dei legamenti) si aggiunge infatti la perdita delle afferenze propriocettive.

Quadro anatomo-clinici
In relazione alla direzione e all’entità della forza lesiva, uno o più legamenti di un compartimento possono essere lesionati in parte o totalmente. Nei traumi in inversione, la lesione del legamento peroneo-astragalico anteriore (PAA) è isolata nel 65% dei casi, nel 20% dei casi associato alla lesione del legamento peroneo-calcaneare (PC); nel 15% dei casi il legamento è lesionato totalmente. Nella fase acuta, l’anamnesi, la sintomatologia soggettiva quale il dolore, limitazione funzionale fino all’impossibilità del carico e l’esame obiettivo indirizzano la diagnosi ma non consentono di differenziare la distorsione dalla frattura malleolare. La differenziazione avviene tramite la radiografia, eseguita questa si palpano i singoli legamenti alla ricerca dei punti dolorosi e si eseguono i test del cassetto anteriore e dell’inversione-eversione. Il test del cassetto consiste nel sollecitare il retropiede in senso postero-anteriore: la lesione completa del legamento peroneo-astragalico anteriore determina una traslazione anteriore maggiore rispetto al lato sano. Il secondo test consiste nell’imprimere al retropiede sollecitazioni in inversione ed eversione: rispetto al lato sano si evidenziano dolore e mobilità abnorme in inversione in caso di lesioni laterali, in eversione nel caso delle lesioni mediali.

continua…

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