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Ragioniamo: in natura esistono i colleghi, i superiori, le bollette, i mutui, le tasse e la politica, ecc.? Proviamo a fare una passeggiata in un bosco in montagna o in riva ad un lago o nella savana o nel deserto. Non troveremo nulla di tutto questo e la nostra mente non penserebbe le cose artificiali, finte e bugiarde che abbiamo inventato noi stessi per staccarci dal rapporto con la natura e la verità e rinchiuderci nella nostra gabbia umana fatta di niente! La mente, a contatto con la natura, penserebbe a come sopravvivere e poi a nulla! Lascerebbe spazio ai sensi perché con i sensi attivi, e non addormentati, atrofizzati o drogati, si sopravvive, ci si procaccia il cibo e ci si ripara dai pericoli. La vita mentale sarebbe ordinata alle esigenze del momento e al luogo in cui ci troviamo. Ecco il segreto della felicità, spegnere l’orda selvaggia dei nostri inutili e finti pensieri condizionati e acuire i sensi sulla realtà! Chi può insegnarci a fare questo? I bambini! I Bambini non pensano le cose stupide e finte degli adulti, non si emarginano per il colore della loro pelle, non badano al conto in banca o ai titoli di studio. I Bambini giocano con qualsiasi cosa, entrano i relazione tra loro anche se non si sono mai visti prima, si danno le loro regole e ridono, litigano, fanno pace imparano e si scambiano conoscenze e esperienze con una semplicità e una schiettezza disarmanti. Ma anche noi siamo stati quei bambini lì, capaci di contemplare un insetto anche per ore, maneggiarlo, parlarci, morderlo o mangiarlo, nasconderlo e disegnarlo, attenti e concentrati su quello che stavamo facendo a tal punto da non sentire la voce dei nostri genitori che ci chiamava per andare a pranzo. Siamo stati anche noi quei bambini capaci di non pensare a nulla e di sorprenderci di tutto ciò che ci circondava. Dobbiamo recuperare dentro di noi quella memoria e quell’identità. La conoscenza, la consapevolezza, l’esperienza attraverso i sensi, l’esplorare nuovi territori, l’appassionarci a ciò che accade, il sorprenderci di tutto, il guardare oltre noi stessi e il gustare la realtà sono i sintomi di una coscienza felice, che vive realmente e si nutre ed evolve. La felicità è la vita nel suo naturale fluire attraverso di noi in questo mondo.

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