Assassini seriali. Jane Toppan – La serial killer di Boston (1^ parte)

12 Gennaio 2020
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Dopo aver trattato su queste stesse pagine il serial killer Joesef Mengele, detto anche l’angelo della morte, nato in una ordinata, pulita e tranquilla cittadina della Baviera, resosi responsabile di centinaia e centinaia di efferati omicidi compiuti nel campo di sterminio nazista di Auschwitz, ancora una volta un viaggio a ritroso nel tempo che, partendo da Roma e sorvolando per circa 10 ore l’Oceano Atlantico settentrionale, dopo aver percorso poco più di 6580, ci consentirà di raggiungere Boston, la capitale del Commonwealth del Massachusetts, che, nell’ottobre del 1857, dette i natali ad Honora Kelley, la quale, come vedremo in seguito, prese successivamente il nome di Jane Toppan, la serial killer, oggetto della presente disamina. Boston è attualmente la più grande città dello Stato del New England, considerata anche il centro economico e culturale, più importante del luogo ed una delle più antiche degli interi Stati Uniti d’America. E’ la sede di numerose università e della prestigiosa Boston Latin School, fondata niente meno che nel lontanissimo 1635, la quale, continua a formare quelli che vengono chiamati i Boston Brahmins, ponendo ancora lo studio dei classici al centro dei programmi, nonché l’obbligatorietà di quelli del latino. Boston fu fondata nel 1630, sulla penisola di Shawmut, da alcuni coloni puritani, che erano gli accoliti del movimento del puritanesimo, quest’ultimo nato nel contesto del protestantesimo calvinista inglese, che aveva nel suo obiettivo principale, quello di purificare la Chiesa inglese da ogni ingerenza e/o comunque modifica, a quanto riportato nelle Sacre Scritture.

Intanto, è nell’aprile del 1861, quando Jane, non aveva neanche quattro anni, che ha inizio la guerra di secessione americana, più nota negli States, come guerra civile americana, nella quale il Massachusetts, ebbe un ruolo fondamentale e prevalente, otre che durante tutto il periodo del conflitto, anche prima e dopo di questo.

In questo breve accenno al contesto, storico-sociale-culturale, nasce per l’appunto da genitori immigrati ebrei, Honora Kelley, che d’ora in poi, chiameremo Jane Toppan, il nome che l’ha resa successivamente nota alle cronache nere del tempo, tramandando la sua efferata storia criminale, sino ai nostri giorni.

Alla tenerissima età di soli tre anni, a Jane muore la madre, Bridget Kelley. La bimba aveva due sorelle, Delia Josephine e Nellie, delle quali la seconda, venne interdetta in un manicomio, poiché considerata malata di mente, mentre nel frattempo e per un breve periodo, suo padre, Peter Kelley, di mestiere sarto, continuò ad occuparsi delle due figlie rimaste in casa. Si riporta di lui, fosse dedito all’abuso dell’alcol, come pure che fosse un personaggio equivoco, losco e scorbutico e, fatto ancora più grave, anche che avesse con ogni probabilità, abusato della bambina ed inoltre, che quella sorta di pazzia che aleggiava nella famiglia, lo avesse portato, in una circostanza, a cucirsi da solo, le palpebre dei suoi occhi, con ago e filo.

All’epoca, non era così difficile essere abbandonati in un istituto ed anche in strada dopo la nascita, sia a Boston, come pure in altre realtà geo-sociali che ho avuto modo di analizzare. Trovatelli che finivano sotto le grinfie di squallidi figuri, utilizzati come schiavi, per il prelevamento di organi al fine di produrne pseudo pozioni magiche-medicamentose, ma anche per essere avviati all’attività della prostituzione. La vita dei bambini, contava molto poco ed i loro diritti, venivano altrettanto spesso calpestati, specie in alcune realtà familiari, che non erano certamente poche, ove, come in questo caso, povertà, negligenza, incuria e trascuratezza, la facevano da padrone.

Ulteriori esempi, ne sono le vicende commesse dal serial killer Enriqueta Martì Ripollès, detta la vampira di Barcellona, vissuta più o meno nello stesso periodo di Jane Toppan, tra il 1868 ed il 1913, la quale attirava piccoli trovatelli incontrati in strada per avviarli alla prostituzione o per asportarne i loro organi, uccidendoli barbaramente; Zu Schenatir, un ricco mercante di Aden, nello Yemen, vissuto nel V secolo d.C., che allo stesso modo attirava nella sua facoltosa villa, poveri bimbi affamati con la scusa di rifocillarli, i quali finivano invece sodomizzati ed uccisi ed i loro corpi martirizzati, gettati dal punto più alto della casa nel terreno del giardino circostante, come fossero stracci ed ancora, le azioni di Gilles Dè Rais, detto anche Barbablù, commesse in Francia, in un piccolo paese della Loira Atlantica, tra il 1432 ed il 1440, che pure violentava ed uccideva barbaramente, poveri bambini, condotti con l’inganno nelle segrete del suo maniero.

 

(continua nella prossiamo edizione)


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