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Parte alla Asl Roma 4 il progetto Clessidra

25 Ottobre 2016
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“Martedi 18 ottobre 2016 presso la Casa Circondariale di Civitavecchia  si è dato avvio a” Clessidra” , un progetto  sostenuto dal Direttore Generale della ASL ROMA 4 , Dott Giuseppe Quintavalle,  e proposto dal Dipartimento di Salute Mentale  in collaborazione con  il Ministero di Giustizia,  il terzo settore e  l’istituto “Città metropolitana”.

Clessidra è un progetto di intervento riabilitativo   finalizzato alla tutela del diritto alla salute e al miglioramento della  qualità di vita dei detenuti ed  ha l’obiettivo di sviluppare un’azione di sistema rivolta alla popolazione carceraria con finalità di attivazione delle risorse personali  dei detenuti  nell’obiettivo di ridurre la gravità e le conseguenze dei  disturbi psichici che si manifestano durante il regime di detenzione.

Il progetto sperimentale  è  costruito sui bisogni individuati e rilevati direttamente dai beneficiari , ed utilizza i modelli della riabilitazione psichiatrica. Inizialmente il progetto sarà rivolto alle  ospiti dell’ Articolazione per l’Osservazione  Psichiatrica ed a tutte le altre  detenute della Sezione Femminile accolte dalla Casa Circondariale di Civitavecchia

Il progetto prevede la realizzazione di laboratori  tra cui  ricamo, cucito, pittura e danza,  atti a sviluppare abilità cognitive, motorie e relazionali  attraverso l’utilizzo della dimensione gruppale, supervisionata dagli operatori della salute mentale in prospettiva terapeutica.  Sia la stesura sia la realizzazione del progetto  vedono impegnati gli operatori sanitari , gli operatori afferenti all’istituzione penitenziaria , un istituto di  formazione  e associazioni del   terzo settore.

I risultati attesi sono la  riduzione e il ridimensionamento dei fenomeni psicopatologici  in termini di miglioramento  generale del benessere psicofisico  e delle prospettive di vita della popolazione detenuta , favorito da una dimensione relazionale più ricca  e articolata   e dall’utilizzo di uno strumento tecnico di particolare efficacia: il gruppo terapeutico.

Infine, lavorare insieme per la riduzione delle variabili negative del contesto carcerario e per il miglioramento dell’accessibilità alle cure  da parte di chi soffre di disagio psichico, favorisce un clima produttivo e  stimolante, benefico per tutti gli operatori coinvolti.

 Un modo nuovo di  muoversi all’interno del sistema carcerario , introducendo sinergie trasformative attraverso l’adozione di  modelli di lavoro territoriale  e  una visione di continuità assistenziale tra il “dentro” e il “fuori”.

 

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