Assassini seriali. Andrei Romanovich Chikatilo il serial Killer comunista. (5^ parte)

11 Agosto 2019
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(continua dalla scorsa edizione)

Mentre le motivazioni o per meglio dire, il/i movente/i che lo ha/nno indotto al suo agire ed a commettere i suoi delitti, possono essere ricondotte e correlate, a varie circostanze.

Dopo la cattura,  Chikatilo, giustificò i suoi crimini, asserendo agli investigatori ed alle autorità, che le sue uccisioni erano state commesse per ripulire la società, da determinate categorie di persone, quali in questo caso, erano le prostitute, i poveri bambini rimasti orfani o scappati di casa. Un sorta  di giustiziere degli emarginati e dei poveracci, che lo vede inquadrato nel genere di serial killer così detti “Missionari”.

Non manca poi l’appartenenza al genere edonistico. Un tipo di omicida seriale, il quale uccide con il solo scopo di trarre piacere dalle sue azioni, violentando e torturando le sue vittime, con presenza di episodi di necrofilia e cannibalismo che riescono a condurlo all’eccitazione estrema, diversamente irraggiungibile.

L’appartenenza al genere dominatori, ritengo non venga meno a  Chikatilo. Il quale, riusciva ad esercitare potere sulle sue vittime, riuscendo a convincerle a seguirlo nei luoghi isolati ove venivano poi torturate ed uccise. Ciò, con ogni probabilità, anche frutto del suo inconscio, necessario comunque al rafforzamento della stima di sé, intesa come forza fisica e mentale, in compensazione  degli abusi, relativi alla sua impotenza ed omosessualità, delle umiliazioni  subite nell’infanzia e soprattutto dalle donne, delle quali ora, ne  gode e ne trova piacere, nel masticare i loro uteri ed estirpare i loro visceri. Tutto ciò, proprio in virtù del fatto, che probabilmente nella sua vita, non ha mai saputo affrontare un vero e proprio confronto con il suo prossimo e specialmente con le donne, dalle quali, ne uscì fortemente frustrato ed umiliato.

Credo che nella mente umana, ci sia ancora tanto da capire, da studiare ed esplorare. Un po’ come quando usiamo un programma di videoscrittura sul PC. Quasi tutti noi, salvo particolari esperti, usano tali programmi in una percentuale minima, credo non più del 4/5%, tanto basta a scrivere un normale testo, ma le possibilità sono ben più estese ed ampie.

Senza offesa per gli specialisti in materia, per pura analogia, questo è quello che sono convinto, sappiamo ancora oggi della nostra mente, anche se la scienza fa passi da gigante, di giorno in giorno.

Conoscenze ancora limitate, che non di rado, portano gli scienziati stessi a dare diagnosi, molto diverse tra loro, se non addirittura contrapposte: difficile trovare psichiatri concordi, su casi particolari ed estremi.

Sta di fatto, che in un  soggetto come Andrei Romanovic Chikatilo, divenuto un efferato serial killer, alcuni fattori della sua infanzia, nonché alcuni segnali, come l’enuresi notturna da adolescente, potrebbero aver influito sulle sue azioni da adulto. Magari solo, per una sensibilità maggiore e caratteriale rispetto ad altri individui, per alcune patologie e psicopatie nascoste e non riconosciute, che in altri soggetti, non avrebbero dato assolutamente seguito, alle azioni commesse da Andrei, così come nel caso dei bambini abbandonati, che hanno trascorso la loro infanzia in un brefotrofio, come ed insieme a Luigi Chiatti.

Come dire, che la mente umana è imprevedibile e diversa di soggetto in soggetto, esattamente come lo è il nostro DNA.

Rubrica a cura del Dott. Remo Fontana, Criminologo – esperto in Sicurezza Urbana.
Già Comandante Polizie Locali di Civitavecchia e Tarquinia

 

 

 

 

 

 

 



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