Il Paese che Vorrei

IL PAESE CHE VORREI E LE ALLEANZE

8 febbraio 2018

La lista civica ha già incontrato molti gruppi e resta aperta al dialogo.

“Il primo impegno del “paese che vorrei” è quello di stringere l’alleanza che più ci sta a cuore; quella con i cittadini basata sui valori e sui progetti che, da anni ormai, stiamo elaborando e discutendo in un approccio di partecipazione e condivisione.

La nostra lista nasce come alleanza di diverse componenti politiche e dalla volontà di costituire un soggetto politico unitario per rispondere alle esigenze del nostro territorio. Questa iniziativa, partita dall’adesione di alcuni attivisti di Sinistra Ecologia e Libertà, un’Altra Città è Possibile, Rifondazione Comunista, PD e di tutti i partecipanti dell’omonima associazione politica, vede ora il coinvolgimento attivo di molti cittadini.

Per quanto riguarda il rapporto con gli altri gruppi politici, in questi mesi abbiamo incontrato gli esponenti del Movimento 5 stelle, PD, Progetto Centro, Circolo Sandro Pertini, Campo Neutro, Pensiero Popolare e il Gruppo LabDem. Ossia tutti quei gruppi che si sono dichiarati alternativi alle forze politiche che hanno fatto scempio del nostro territorio e della sua economia.

A tutti abbiamo esposto i nostri valori, i nostri propositi e i nostri obiettivi. Abbiamo inoltre comunicato la disponibilità della lista a individuare una candidatura condivisa alla carica di sindaco qualora si ritenga collettivamente che qualcuno, meglio di Lorenzo Casella, possa interpretare questo ruolo in maniera inclusiva.

L’unica formazione con cui si è interrotto il confronto, è quella del PD. Questo è avvenuto perché la scelta di Pietro Tidei come candidato sindaco non può che trovarci su fronti opposti. “Il paese che vorrei” non può appoggiare una candidatura che costituisce un conflitto di interessi insopportabile e rappresenta la continuità con il sistema di potere e di vincoli che da anni mortifica la nostra collettività. Rispetto a questo scenario, la lista “il paese che vorrei” e le formazioni che si vorranno riconoscere in questo progetto di cambiamento, sono oggi e saranno sempre alternative.

Per noi, la politica è interesse collettivo e non culto della persona, spirito di servizio e non esercizio del potere, collaborazione e condivisione e non sudditanza e asservimento a un sistema che riteniamo dannoso sia sul piano culturale sia sotto il profilo dello sviluppo di un’economia sana e consapevole del valore dell’ambiente e del bene comune”.

Comunicato da Il paese che vorrei

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