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Acqua pubblica, ieri il primo incontro sul tavolo di studio. Manunta e Manuedda: “Inizia un percorso concreto”

30 gennaio 2018

Si è tenuto nel pomeriggio di ieri il primo incontro del tavolo di studio sulla ripubblicizzazione dell’acqua in Ato2 Lazio Centrale – Roma, presso la sede di Palazzo Valentini della Città Metropolitana di Roma Capitale.

È stato fortemente voluto dal MoVimento 5 Stelle, per riportare la gestione dell’acqua in mano ai Comuni Metropolitani, e presieduto dal Consigliere Metropolitano Matteo Manunta.

Nella seduta odierna sono stati scelti i tecnici pro bono che ne accompagneranno il percorso dei prossimi 6 mesi, con l’obiettivo di individuare la migliore modalità possibile a disposizione.

“Sono soddisfatto della prima riunione che si è svolta in un clima di grande collaborazione – afferma Matteo Manunta – siamo fiduciosi che, grazie al supporto dei tecnici già individuati su proposta dei Comuni e dei Comitati e di ulteriori esperti che si rendessero necessari, alla conclusione dei lavori potremo avere una o più proposte concrete di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato da sottoporre alla conferenza dei sindaci dell’ATO n. 2, ambito che attualmente ha come gestore unico Acea ATO2 SpA e nel quale, fino a quando la Regione Lazio non renderà operativi i nuovi ambiti più volte annunciati, è inserito il Comune di Civitavecchia che, come purtroppo ha stabilito la giustizia amministrativa, non può ulteriormente opporsi al trasferimento del servizio”.

“Sono convinto che il tavolo potrà affrontare proficuamente anche uno dei temi principali volutamente ignorati dall’attuale amministrazione regionale – spiega l’assessore Alessandro Manuedda – ossia il destino dell’affidamento in essere ad Acea ATO2 SpA, la cui scadenza è prevista nel 2032, nel momento in cui esisteranno realmente i nuovi ambiti di bacino idrografico previsti dalla Legge Regionale 5/2014 e i Comuni che ne faranno parte decidessero, nel pieno rispetto della stessa Legge, di adottare una gestione interamente pubblica del servizio idrico attraverso la forma dell’azienda speciale consortile. Con la piena applicazione della Legge approvata all’unanimità quattro anni fa, lasciata sostanzialmente in un cassetto  e il finanziamento del fondo regionale a disposizione dei consorzi di Comuni in essa previsto, probabilmente la ripubblicizzazione del servizio idrico sarebbe già partita”.

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