potere al popolo

Potere al Popolo su Acea Ato2 e Rifiuti

25 gennaio 2018

“Sulla bagarre che si è scatenata relativamente al passaggio del servizio idrico ad Acea Ato2 spa e la paventata ipotesi di portare i rifiuti di Roma a Civitavecchia, con scambio di accuse reciproche circa le responsabilità di Città metropolitana, Regione e Comune vogliamo ribadire con chiarezza alcuni punti essenziali della questione.
La Regione Lazio, attualmente amministrata da una maggioranza a guida PD con presidente Zingaretti, in quattro anni non è riuscita a dare attuazione alla legge regionale n.5 del 2014 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”, poiché manca ancora un atto fondamentale che definisca gli Ambiti di bacino idrografico. La recente sentenza del Consiglio di Stato ci obbliga insieme ad altri comuni ricorrenti, pena dure sanzioni, a consegnare il servizio idrico nelle mani di Acea. In questi quattro anni i comitati dell’acqua sono stati a rincorrere l’Assessore Refrigeri, sempre in quota PD, latitante, per costringerlo ad attivarsi per dare attuazione alla legge, che di fatto avrebbe scongiurato il pericolo di dover consegnare l’idrico ad Acea. Il nostro assessore messo alle strette è riuscito a partorire in zona Cesarini, oramai a tempo scaduto e a poche settimane dal voto, la Delibera DEC54 del 21 / 12 / 17 sulla definizioni dei nuovi ambiti di bacino idrografico, che al momento però non ci risulta essere pubblicata sul BURL. Se così non fosse la delibera DEC54 varrebbe quanto carta straccia. Comunque sia la vicenda si sta chiudendo con la fine della legislatura senza alcuna certezza che l’acqua possa rimanere pubblica, nonostante il referendum vittorioso del 2011 e la legge regionale.
Dall’altra parte, i 5 stelle di Civitavecchia hanno le loro responsabilità. La delibera DEC54, approvata o non approvata in Giunta regionale, andrebbe comunque fatta valere se non altro per rallentare il passaggio ad Acea. Fare politica è anche questo. Non hanno annullato la delibera comunale del Commissario Prefettizio che portava la cessione verso Acea. Quando stavano all’opposizione era motivo di critica e battaglia contro tutte le altre amministrazioni precedenti. Annullarla sarebbe stato, oltre che simbolico, un chiaro atto  per ribadire la volontà di mantenere la gestione pubblica del servizio idrico, come stabilito dalla vittoria del Referendum sull’acqua.
Caro sindaco nessuno ti chiede di fare il martire, ma puoi compiere tanti atti politici ed amministrativi per resistere senza rassegnazione al passaggio del servizio idrico al gestore privato. E quando deciderai di metterti alla testa della città indossando la bella fascia tricolore che ti hanno dato in dotazione, non sarà mai troppo tardi.
Sulla questione rifiuti ci fa molto ridere l’opposizione di centrodestra, in particolare Grasso. Ma è lo stesso Grasso che voleva stoccare in zona industriale le eco balle di rifiuti della Viamar, per 60mila tonnellate l’anno da smistare nei vari inceneritori con un incremento del traffico camionistico per la nostra città?
Questa storia ci preoccupa molto. Non è la prima volta che respingiamo l’ipotesi rifiuti a Civitavecchia. Non crediamo ciecamente alla propaganda giornalistica pilotata in campagna elettorale, però non ci basta neanche la flebile smentita del consigliere della Città metropolitana Manunta. Gradiremmo una più robusta dichiarazione da parte del Sindaco, di assoluta smentita di una qualsiasi ipotesi di rifiuti a Civitavecchia.
All’Amministrazione comunale, alla Città metropolitana e alla Regione, attuali e future, consigliamo di iniziare a pensare a come fare in modo che Civitavecchia non sia più considerata territorio pattumiera. Per esempio si potrebbe iniziare a pensare di uscire dalla Città Metropolitana, quella voluta dalla riforma Delrio (Pd), che fa rimpiangere la vecchia Provincia, ma dalla quale Civitavecchia sarebbe potuta uscire se non fosse stato per la inerzia dell’amministrazione comunale 5 Stelle.
Per qualsiasi altra sciagurata ipotesi rifiuti a Civitavecchia, ci troverete insieme ai cittadini a rappresentare la più strenua opposizione”.

Così in una nota Potere al Popolo

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