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Fondazione Cassa. Angeloni: “Quel bilancio è un colabrodo”

20 maggio 2017

Pubblicato il rendiconto 2016.   Viterbo spende meno della metà amministrando un patrimonio maggiore. 

Più di 400 mila euro per i vertici e i loro consulenti. Sfondati i parametri Mef. Sale il deficit in gran parte coperto con  un artificio contabile da quasi 1 milione di euro.
“Negli ultimi due anni ha generato perdite per 3 milioni e mezzo, più 19 milioni per una truffa persi in svizzera. Ma ha speso più di tre milioni di euro per mantenere Mecenate TV.
Una voragine senza fondo visto che la Tv deve ancora presentare il bilancio 2016 che la Cassa dovrà far quadrare, come ha fatto nel 2015 con una erogazione straordinaria di oltre 500 mila euro.
La Fondazione ha chiuso il 2016 in rosso con un deficit di quasi 800 mila euro. In realtà sarebbe stato 1 milione e 700 mila euro, più del doppio, visto che un quasi un milione di euro è uscito dal fondo di ammortamento degli immobili improvvisamente azzerato con una discutibile manovra contabile.
Resta un mistero è come i soci non se ne siano accorti ed abbiano approvato all’unanimità il rendiconto 2016 ma si tratta di una “società “ il cui elenco è assolutamente segreto.
Eppure per capire quanto male vanno le cose bastava  – che so  – leggere il bilancio della vicina Cassa di Risparmio di Viterbo che amministra 46 milioni di patrimonio (contro i 36 della Cariciv) con due dipendenti e un part time contro i sette dell’istituto di Cacciaglia. Ovviamente l’elenco dei 120 soci della fondazione viterbese è consultabile via internet e mantenuto costantemente aggiornato.
A Viterbo gli investimenti hanno reso un milione e mezzo, qui un decimo. Non ci sono TV da mantenere e per questo sono stati erogati 710 mila euro di cui tanto per fare un esempio 64 mila alle scuole. Sostiene un’Università, un centro culturale ma per i vertici, del tutto simili a quelli della Cariciv, la spesa è di 104 mila euro contro i 240 mila dell’istituto di Cacciaglia mentre per i parametri del Mef non dovrebbero superare i 150 mila.
Alle consulenze a Viterbo vanno glii spicci, 8 mila euro, qui sono costate nel 2016 altri 173 mila euro.
In totale la Fondazione di Viterbo spende meno della metà della Cariciv, ma nessuno dei soci si è domandato perché.
Anche il bilancio 2016 porta la ferita dei 19 milioni scomparsi in Svizzera perché affidati ad una società che risultava fino a poco tempo prima dormiente nei registri della piazza finanziaria di Londra e trattati da un consulente italiano iscritto da pochi mesi. E dire che quei 25 mila euro inizialmente assegnati al furbetto svizzero, stando alle regole Mef e dell’Acri, non avrebbero potuto essere investiti così poiché “in ogni caso, il patrimonio non può essere impiegato, direttamente o indirettamente, in esposizioni verso un singolo soggetto per ammontare complessivamente superiore a un terzo del totale dell’attivo dello stato patrimoniale della Fondazione “.
Un po’ più in là a Rieti c’è la fondazione Varrone, un colosso rispetto alla Cariciv, che amministra 107 milioni di patrimonio ugualmente con sette dipendenti. Il presidente guadagna 10 mila euro l’anno in meno del nostro … e investe praticamente solo in BTP”.

Lo ha reso noto Fabio Angeloni.

 

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