VIVERE BENE E VIVERE SANI di Alessandro Spampinato

E come ogni anno a dicembre arriva Natale! I negozi sono già pronti dall’inizio di novembre con sconti, offerte e i famosi addobbi. Come tutti gli anni entriamo in quella scissione mentale tra l’essere contenti delle novità, delle offerte, delle luci e dei colori e l’essere angosciati dal fare i regali, dall’organizzare pranzi e cene con parenti e amici e poi l’albero, il presepe, ecc… Il bambino che è in noi sente un accenno di gioia ma gli adulti che siamo diventati vedono e prevedono quello che il Natale significa per la maggior parte delle famiglie oggi. I tempi sono cambiati come anche le disponibilità economiche e soprattutto la mentalità. Nel passato, prima di internet e delle televisioni commerciali, era tutta un’altra cosa. Ma lo spunto del solito Natale fritto e rifritto dei centri commerciali e delle nevrosi familiari ci spinge a fare una riflessione sui nostri tempi in generale. L’aria che tira è di avere a che fare sempre con le stesse cose. Pensiamo alla musica, al cinema, al teatro, alla politica e all’economia. Sempre le stesse cose!!!! Sarà forse che non c’è più nulla da scoprire o che la sovrabbondanza di informazioni e notizie in tempo reale dal mondo intero ad opera dei social e di internet ha svelato tutto ciò che c’è da sapere e da vedere in questo piccolo mondo? Sembra come se la nostra cosiddetta civiltà si sia spinta velocemente al massimo della sua espressione per cui ora tutto è solo un déjà-vu. Non c’è più niente da inventare, da capire o da scoprire, tutto è ripetizione. Con quest’aria che tira anche se ci sono luci accese e addobbi colorati come se fosse festa in realtà sembra tutto assolutamente ordinario, normale e un po’  kitsch. Che fare allora per non scivolare in una depressione annunciata o nella noia delle cose già viste? La saggezza che contraddistingue gli uomini di scienza e di filosofia ci insegna di non vedere le cose solo da un punto di vista, anzi, di vedere soprattutto il lato opposto della medaglia così da comprendere più profondamente la realtà che per sua natura è complessa. Secondo la premessa fatta questi tempi di decadenza culturale, civica, politica, economica e globale dovrebbero essere negativi e portare solo sventura ma, se guardiamo il tutto da un’altra prospettiva, questi sono tempi di grandi opportunità. Quando fuori di noi non c’è più nulla di utile, di sensato e di piacevole è questa l’occasione di rivolgere le nostre attenzioni all’interno e andare a conoscere ciò che il mondo ci ha sempre celato con le sue luci che brillano e le sue false promesse: noi stessi! Invece di lamentarci perché le cose non vanno, perché ci sentiamo soli e abbandonati e perché questo mondo non funziona più potremmo cogliere l’opportunità che questo vuoto esterno a noi ci offre di conoscere meglio chi siamo e ripartire da noi. È veramente una fortuna rinunciare al nulla per guadagnare consapevolezza, ricchezza interiore, serenità e la novità e l’avventura che i territori inesplorati per loro natura ci donano. Tutto sta nel rendersi conto che per decenni ci hanno ingannati facendoci credere che la Felicità e la Realizzazione le avremmo trovate nel lavoro, nei soldi e nella ricca e piacevole vita sociale quando, invece, sono esperienze interiori. Dietro il lavoro e i soldi ci sono multinazionali e banche che godono della nostra schiavitù e della nostra ipnosi collettiva. Ma questo inganno sembra essere finito, le luci accese e gli addobbi non sanno più di niente! E’ questo il momento di aprire gli occhi sulla Verità che è dentro di noi e che, se scoperta, ci rende liberi dalle catene della falsa cultura e delle false ideologie. La Realizzazione si raggiunge volgendo lo sguardo al proprio profondo per conoscerlo e questo viaggio richiede silenzio e introspezione. Chiudo questa riflessione con una famosa frase di Carl Gustav Jung: “Non c’è presa di coscienza senza sofferenza. In tutto il mondo la gente arriva ai limiti dell’assurdo per evitare di confrontarsi con la propria anima. Non si raggiunge l’illuminazione immaginando figure di luce, ma portando alla coscienza l’oscurità interiore. Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia”.

 

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