Riceviamo e pubblichiamo da parte del comitato dei cittadini di Via Montanucci e strade limitrofe.

“Siamo un gruppo di cittadini, residenti nelle aree limitrofe al civico n.72 di Via Montanucci, dove, in un capannone precedentemente adibito ad attività commerciali, sono in atto lavori per la realizzazione (peraltro quasi ultimata) di una carrozzeria con annesso forno di verniciatura

Le carrozzerie, come i forni di verniciatura, rientrano, come noto, tra le industrie insalubri ed altamente inquinanti, e, proprio per tale motivo, “debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontano dalle abitazioni”; lo stesso Piano Regolatore del Comune di Civitavecchia, all’art. 6 ribadisce che nelle “zone prevalentemente destinate ad abitazioni” ( come quella in cui risiediamo) … è esclusa la realizzazione di industrie”.

A ciò va aggiunto che la canna fumaria annessa al forno di verniciatura, alta circa 8 mt., immette i propri gas insalubri proprio all’altezza delle finestre delle circostanti abitazioni e che la condotta dell’aria, i motori, gli sfiatatoi e quant’altro, distano addirittura 1,10 cm (da un parte del confine) e 55 cm (da un’altra) dell’edificio limitrofo.

Il Comune di Civitavecchia è dotato di un’apposita zona industriale atta ad ospitare edifici e/o strutture destinate ad attività produttive ed è noto che la maggior parte dei carrozzieri di Civitavecchia è stata obbligata a lasciare il centro abitato e ad acquistare o affittare capannoni siti in detta zona, accendendo onerosi mutui e venendo sottoposti a stringenti controlli dalle ASL competenti, per accertare la messa a norma degli impianti.

Perché si stanno usando due pesi e due misure? Cosa fa la ASL in questo caso? E cosa aspettano ad agire i vigili urbani, la Procura della Repubblica e tutte le Forze dell’Ordine da noi rese edotte di quanto stava accadendo tramite esposti scritti?

Chi ha concesso questi permessi (ammesso che siano stati concessi)? E comunque ci domandiamo: è da ritenersi valido un permesso concesso “contra legem”?

Pertanto noi chiediamo a tutte le forze politiche di qualunque colore e/o ideologia, a tutte le Forze dell’Ordine, alla Procura della Repubblica, alla ASL RMF, all’ARPA Lazio e a tutti i medici del comprensorio, ma soprattutto al Sindaco di Civitavecchia, che è il supremo tutore della salute dei suoi concittadini, di attivare gli opportuni accertamenti.

Signor Sindaco, accolga il nostro grido, non lasci che i diritti sacrosanti alla salute e alla vita dei più umili, dei meno potenti, di coloro che non hanno voce, perché mai si troveranno sul carro di vincitori, vengano violati e calpestati come sempre. Non voglia permettere, Signor Sindaco, che ancora una volta, sull’altare del profitto si immoli la salute dei suoi cittadini! Civitavecchia da oltre quaranta anni paga un pesante tributo in termini di vite umane ed è tristemente nota in tutti i nosocomi, della capitale e/o nazionali, per le morti per cancro dovute ad un pesantissimo inquinamento ambientale .

Confidando in una solerte risposta e soprattutto in azioni tangibili atte ad indagare su quanto sta accadendo e ad impedire la realizzazione di un’attività tanto impattante proprio in mezzo alle nostre abitazioni, porgiamo distinti saluti”.

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