Usi Civici a Civitavecchia: chi ha paura degli atti pubblici che dimodtrano l’inesistenza del vincolo?

Il consigliere comunale La Rosa, nel suo ultimo intervento pubblico, si rallegra per le conclusioni della perizia demaniale redatta dal dott. Alebardi, in cui si stabilisce l’inesistenza degli Usi Civici nel territorio di Civitavecchia. Anche noi consideriamo questa perizia un fatto molto positivo.

A questa perizia va aggiunta anche quella del perito Benedetti, incaricato dai cittadini ricorrenti presso il Commissariato agli Usi Civici, le cui conclusioni fanno piena luce, con una dettagliata e puntuale raccolta di atti pubblici, sulla insussistenza degli Usi Civici nelle Tenuta XIII Quartucci e nella Tenuta delle Mortelle, quelle interessate dalla sentenza del 1990.

La Rosa, invece di confidare nella via giuridica, chiama nuovamente in causa la Regione, dimenticando che questa, dapprima ha danneggiato i cittadini con una Determina illegittima, poi ha prodotto leggi che la Corte Costituzionale ha perentoriamente bocciato: infatti, la manovra dell’affrancamento con gli sconti è stata dichiarata nulla, ed i cittadini che avevano battuto questa via, ora si trovano ad aver pagato rilevanti somme senza aver concluso niente.

La Rosa suggerisce, infine, l’ipotesi della concertazione, attraverso il trasferimento dei Diritti degli Usi Civici su altri terreni (La Frasca). Evidentemente il consigliere ignora che la Corte Costituzionale, con sentenza 178 del luglio 2018, ha dichiarato incostituzionali gli artt.37, 38 e 39 della L.R. Sardegna 3/7/2017 che sancivano la possibilità di trasferimento degli Usi Civici.

Dal nostro canto, concordiamo sulla necessità che la Regione nomini un perito demaniale per lo studio dei terreni. Nondimeno, ci sembra necessario che la Politica, in particolare il Presidente della Regione, l’assessore  o la Commissione consiliare regionale competenti,  quelli che dovrebbero essere animati da un sincero senso di giustizia verso i cittadini esasperati dalle vessazioni subite, esaminino gli atti pubblici reperiti dai cittadini presso l’Archivio di Stato ed agiscono di conseguenza.

Diversamente, i danni economici causati ai cittadini, dovranno essere risarciti, prima o poi, nelle sedi opportune.

 

Civitavecchia 26 novembre 2018

Vittorio PETRELLI