Usb Lavoro Privato: “No ai licenziamenti”

18 Giugno 2014

Da USB Lavoro Privato, riceviamo e pubblichiamo.

“Si è svolto ieri il previsto incontro tra il Sindaco Cozzolino e le OOSS del settore elettrico sulla grave crisi che sta investendo i lavoratori di Tirreno Power. Presenti all’incontro anche la Deputata M.Grande e il Consigliere regionale D. Porrello, oltre ad altri consiglieri comunali di maggioranza. 
Nel ringraziare per la solerte convocazione abbiamo espresso con chiarezza la posizione di USB Lavoro Privato: il piano di ristrutturazione aziendale è assolutamente inaccettabile e deve essere respinto. Tirreno Power, con un impianto tuttora produttivo e dopo anni di utili, non può pensare di licenziare ben 58 lavoratori e ridurre l’organico della centrale ad appena 37 unità. Siamo ben consapevoli delle difficoltà presenti nel settore elettrico e siamo pronti a valutare le specifiche criticità che investono Tirreno Power, ma riteniamo che in questa vicenda pesino fin troppo il sequestro degli impianti di Vado Ligure e una situazione societaria affatto chiara, tanto da riconoscere nella richiesta di mobilità un evidente dose di strumentalità.
Non sappiamo quindi se Tirreno Power stia giocando una partita su più fronti, usando i licenziamenti come arma di ricatto. E’ probabile. Ma sappiamo comunque che in situazioni simili i lavoratori non possono rimanere fermi e devono anzi mobilitarsi, senza tentennamenti, avviando incisive azioni di sciopero per far recedere l’azienda dalle posizioni assunte. Serve organizzare un compatto e unitario fronte di lotta, così come serve interessare della vertenza tutte le istituzioni coinvolte. In tal senso abbiamo chiesto al Sindaco non solo di convocare i vertici di Tirreno Power, bensì di farsi parte attiva verso il Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione Lazio. Importante anche il coinvolgimento di Enel. 
Tutte le OOSS presenti hanno più o meno rappresentato posizioni simili. A tutte loro chiediamo quindi di avviare una struttura di coordinamento per intraprendere le opportune iniziative.
La crisi di Tirreno Power discende da una privatizzazione del settore elettrico dissennata, dannosa per i lavoratori e per il Paese, ma è frutto anche di errate scelte aziendali che non possono essere scaricate sulla collettività. Occorre quindi reagire”.

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