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Urbanistica, mano pesante dei circoli di qualità

13 Ottobre 2013

Mano pesante del Circolo Qualità per l’urbanistica su alcuni dei piani integrati che erano stati approvati nel corso della precedente consigliatura e che prevedevano interventi di carattere edilizio in diverse zone di Civitavecchia. La commissione, composta dal Presidente del Consiglio Comunale Piendibene, che ha funzioni di coordinatore, dai consiglieri Lungarini e Agostini e dai tecnici Mencarelli, Passeri, Ottaviani e Varlese, avrebbe riscontrato, tra l’altro, incongruenze dei piani rispetto alla normativa vigente, in particolare rispetto all’utilizzo di aree agricole anche al di fuori del perimetro urbano così come definito dagli strumenti urbanistici. I cosiddetti programmi di intervento, inizialmente ventitré, disseminati in diverse aree non edificate di Civitavecchia, come quella davanti al San Paolo, alcune zone di Campo dell’Oro e San Gordiano, aree retrostanti il porto turistico Riva di Traiano, altre attigue la zona delle Molacce e altre ancora insistenti su via Don Milani, erano stati vagliati da una apposita commissione tecnica varata durante la giunta Moscherini. Di quei ventitré programmi, la commissione tecnica ne aveva approvati tredici, per i quali sarebbe quindi stato possibile dare il via alle edificazioni una volta esaurito l’iter burocratico. Adesso, per alcuni di quei tredici programmi di intervento in precedenza giudicati ammissibili è arrivato lo stop del Circolo Qualità. Il primo “niet” è arrivato per quello del quale si è più parlato nel corso di questi mesi, che interessa l’area verde antistante l’ospedale San Paolo. Poi, stando ad alcune indiscrezioni, sarebbe arrivata la bocciatura per uno dei piani previsti in via Don Milani e per quello che prevedeva edificazioni nell’area del quartiere Boccelle che si affaccia direttamente sul porticciolo. Adesso, da più parti, si paventa che la bocciatura di alcuni dei programmi di intervento potrebbe avere effetti dolorosi per il Comune, visto che i soggetti proponenti potrebbero rivalersi nei confronti di un ente che prima ha dato il via libera, facendo partire l’iter realizzativo, e poi è tornato indietro rispetto alla decisione originaria. Un dietro front che potrebbe avere effetti negativi sulle casse di Palazzo del Pincio.

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