Università Agraria di Tarquinia. Il presidente Antonelli replica al consigliere Catini

2 Luglio 2014

Dal Presidente dell’Università Agraria di Tarquinia, Alessandro Antonelli, riceviamo e pubblichiamo.

“Al netto degli insulti personali, l’accusa mossa dal consigliere Manuel Catini all’Amministrazione, ai suoi funzionari e alla commissione di gara, è quella di avere accettato l’offerta della Soc. Villaggio del Buttero. Ovvero, 500.000 euro circa di ulteriori investimenti a vantaggio dell’Università Agraria; 30.000 euro per opere di completamento e il canone di concessione. Oltre a una serie di garanzie fideiussorie. Difendo questa scelta, rispettando anche l’impegno e l’investimento della società aggiudicataria. Se Catini non è d’accordo me ne farò una ragione.  Non ho preso colpi di sole e so leggere gli atti. Tendo peraltro a leggerli tutti e fino in fondo, senza estrapolare numeri isolati per convenienza politica. Ad essere distratto mi sembra lui: quanto denuncia oggi era già detto nella delibera n.55 del 25 marzo 2014. E a marzo il sole non picchia, né dovrebbe accecare la vista! I documenti basta chiederli e magari studiarli, se vuole gli presto il nostro pallottoliere. Nessuno fa lo struzzo. Parlo a nome dell’Amministrazione perché sono il presidente, eletto democraticamente con il 60% dei voti. Parlo a nome di un gruppo compatto e coeso. Mi dispiace per lui se è costretto a parlare a titolo personale, solo, nel suo girovagare per il centro destra che ha contribuito a disintegrare. Quanto al paragone con pinocchio lo reputo solo di cattivo gusto. Per Catini l’agriturismo è una sorta di ossessione periodica. Dall’assegnazione alle cooperative amiche e al fallimento progettuale che nessuno avrebbe voluto, dalla denuncia di stato di fatiscenza con fotografie e accesso non autorizzato alle critiche perché non si sarebbe realizzato un agriturismo, dalle cifre sul costo dell’opera all’attuale polemica, il “Catini pensiero” è sempre stato smentito dai fatti. Forse ha sbagliato favola gridando troppo spesso al lupo al lupo. Da ultimo non si accettano lezioni sulla trasparenza e sul rispetto delle regole, da chi ha criticato la via del bando pubblico. Su certi argomenti la politica deve imparare a stare al suo posto. Se pensa di diventare presidente dell’Ente, insultando e offendendo quello attuale, si accomodi. In fondo è solo una questione di stile”.

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