Riceviamo e pubblichaimo dal consigliere comunale di Città Nuove Civitavecchia Enrico Zappacosta.
“Il carattere propositivo di un’opposizione che sa essere tale si è manifestato durante la discussione avvenuta in Consiglio Comunale sulle unioni di fatto grazie a Città Nuove. La mozione presentata dai colleghi Giannini e Lungarini poteva essere infatti arricchita dalla nostra proposta di arrivare ad una regolamentazione della prostituzione: volevamo, semplicemente ed in maniera chiara, impegnare il Sindaco a trasmettere al Governo e al Parlamento il parere favorevole della Città di Civitavecchia all’abrogazione della Legge Merlin. La chiusura mentale dimostrata da settori della maggioranza non ha per ora permesso di approdare ad un documento su questo tema, ma c’è ragione di ritenere che prima o poi sarà affrontato. I tempi sono maturi.
Se qualcuno si è stupito del nostro voto in Consiglio Comunale, non ha compreso il ruolo che Città Nuove intende ricoprire. Nel privato, ciascuno può infatti mantenere il comportamento che ritiene opportuno e le unioni di fatto non possono certamente essere un’eccezione. Per gli stessi motivi, crediamo che anche il fenomeno della prostituzione debba essere portato ad una dimensione privata. Siamo noi a stupirci del fatto che ci sia ancora chi crede accettabile che le strade d’Italia, anche quelle molto prossime a Civitavecchia, debbano offrire quotidianamente l’incivile spettacolo di schiave del sesso in abiti succinti che mostrano la propria merce ad auto che sfrecciano al loro fianco. Paesi dai quali abbiamo comunque ancora qualcosa da imparare in fatto di civiltà, non solo nel Nord Europa ma anche ai nostri confini, hanno affrontato il problema facendo sì che la prostituzione sia scomparsa come fenomeno dalle strade, venendo regolamentata ed escludendo così lo sfruttamento di stampo schiavistico dai loro territori. In quei Paesi le prostitute operano regolarmente, lo Stato sottrae alla malavita un mercato florido e consente il mantenimento di livelli igienici e sanitari.
È incomprensibile pertanto che vi sia chi “si farebbe bruciare” per impedire questo, come se tapparsi gli occhi possa servire a qualcosa. Anche perché poi rischia anche di non vedere che il proprio sindaco ha presentato, in passato, proposte di legge che andavano esattamente in quella direzione. E non fa una bella figura…”.
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