Dall’Unione Inquilini di Civitavecchia, riceviamo e pubblichiamo. “Comunichiamo anche ai cittadini di Civitavecchia, che grazie alla mobilitazione dell’Unione Inquilini in tutta Italia si è scongiurato che il provvedimento contenuto nel decreto Lupi, che metteva all’asta le case popolari, è stato sostanzialmente modificato. Questo era per noi un progetto folle di smantellamento strategico della presenza di case popolari in Italia a vantaggio della speculazione e del mercato.

La Conferenza Unificata (Stato Regioni Comuni), ha sancito l’intesa sul nuovo testo del decreto sui criteri di dismissione del patrimonio pubblico.

I quattro punti sostanziali che vengono modificati e che cambiano completamente la sostanza del decreto li sintetizziamo di seguito:

1) Si cambia completamente sia la procedura di vendita che il suo prezzo. L’assegnatario adesso deve avere l’offerta di acquisto preventivamente e il prezzo deve essere fissato, con un richiamo esplicito alla 560 del 1993, al valore catastale diminuito fino al 20%.

2) L’assegnatario, entro il limite di decadenza, se non compra deve avere un alloggio alternativo adeguato nel comune di residenza.

3) Gli anziani, i malati terminali e i portatori di handicap, in caso di non acquisto, hanno diritto a permanere nell’alloggio attuale

4) Non si parla più di vendita in blocco degli stabili interi.

Ora rimane di batterci al fine di incrementare il patrimonio pubblico anziché dismetterlo”.

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