Un’eccelenza italiana: il Chianti

10 Luglio 2015

Il Chianti nasce in una area geologicamente assai omogenea, situata a sud dell’Appennino e fra le latitudini che ricomprendono Firenze e Siena. Una fascia inizia a nord, dalla zona del Mugello verso Rufina e Pontassieve, prosegue lungo i monti del Chianti fino ad arrivare a ricomprendere il territorio del Comune diCetona. L’altra si origina sul Montalbano e si allaccia alla Val di Pesa con direttrici verso San Gimignano e Montalcino. Il nucleo centrale è contornato da propaggini legate ai sistemi collinari dell’Aretino e del Senese, del Pistoiese, del Pisano e del Pratese. Queste fasce estreme e periferiche sono collegate fra loro da briglie trasversali. In particolare, il territorio del Chianti, dal punto di vista geologico, per la sua vastità, può essere suddiviso in quattro sistemi, in ordine di età di formazione decrescente: dorsali preappenniniche mio-eoceniche, le colline plioceniche, la conca intermontana del Valdarno Superiore con i depositi pleistocenici, ed i depositi alluvionali. L’altitudine dei terreni collinari coltivati a vite è compresa mediamente fra i 200 ed i 400 m s.l.m. con giacitura ed orientamento adatti. Il disciplinare di produzione (art. 4) prevede comunque una altitudine massima, dell’ubicazione dei vigneti di 700 m sul livello del mare. Il clima dell’area si inserisce nel complesso climatico cosiddetto della collina interna della Toscana. Il clima del comprensorio può essere definito da “umido” a “subumido”, con deficienza idrica in estate. La piovosità media annua è di 867 mm con un minimo di 817 mm ed un massimo di 932 mm. La piovosità massima si registra, di regola, nel mese di novembre con 121 mm e la minima in luglio con 32 mm. Il mese di agosto è quello mediamene più caldo, con temperature medie di oltre 23 °C, mentre il mese più freddo è solitamente gennaio, con temperature medie intorno ai 5 °C. L’origine del nome Chianti non è certa: secondo alcune versioni potrebbe derivare dal termine latino clangor (rumore), a ricordare il rumore delle battute di caccia effettuate nelle foreste di cui era ricca la zona; secondo altre versioni il nome deriverebbe dall’etrusco clante, nome di famiglie etrusche diffuso nella zona, o sempre dall’etrusco clante (acqua) di cui la zona era, ed è, ricca, favorendo la crescita delle uve.

  • Ingredienti:
  • riso arborio;
  • 2 salsicce;
  • 1 cipolla rossa;
  • 2 bicchieri di vino Chianti;
  • olio extra vergine d’oliva;
  • pecorino toscano grattugiato;
  • sale
    Preparazione: far rosolare in padella l’olio la cipolla ben finemente tagliata ed aggiungere la salsiccia sbriciolandola. Far andare a fuoco vivo per una decina di minuti,per poi aggiungere il riso. Far tostare il riso per 2-3 minuti ed aggiungere il vino Chianti fino a farlo evaporare. Per continuare la cottura del riso aggiungere acqua calda o brodo vegetale. Impiattare aggiungendo un filo d’olio ed una manciata di pecorino toscano grattuggiato
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