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 L’Italia ospita due degli impianti a carbone più inquinanti d’Europa. A dirlo è il Wwf, che spiega come, nella top 30 degli impianti più inquinanti d’Europa, al 9° posto ci sarebbe quello di Brindisi Sud e al 14° quello di Civitavecchia, entrambi di proprietà Enel che, insieme, emettono quasi 23 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Non solo. Non contento di annoverare due dei siti più inqunanti del Vecchio Continente, il nostro Paese sta pianificando di convertire a carbone la Centrale di Porto Tolle nel Parco del Delta del Po, aprirne una nuova a Saline Joniche e ampliare quella di Vado Ligure.
Secondo il dossier Wwf “Il carbone in Italia” pubblicato nell’ambito della campagna “No al carbone SI al futuro”, attualmente in Italia sono in funzione 13 centrali a carbone, assai diverse per potenza installata e anche per la tecnologia impiegata. Questi impianti nel 2010 hanno prodotto circa 39.734 GWh, contribuendo all’11,6% del fabbisogno elettrico complessivo. A fronte di questi dati, apparentemente abbastanza modesti, gli impianti a carbone hanno prodotto circa 35 milioni di tonnellate di CO2 corrispondenti a oltre il 30% di tutte le emissioni del sistema elettrico nazionale.

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