Tirreno Power. I sindacati: “Civitavecchia rischia di perdere oltre 80 posti di lavoro diretti e l’indotto”

3 Luglio 2014

Dalle Segreterie Nazionali di FILCTEM, FLAEI, UILTEC, riceviamo e pubblichiamo.

“Si è svolto ieri presso il Ministero dello Sviluppo Economico una riunione che ha visto la presenza dei ministri Guidi
e Galletti, del viceministro De Vincenti, del dott. Castano, dei rappresentanti delle regioni interessate, degli enti
locali nonché ovviamente della società Tirreno Power e dei sindacati. Fuori, in attesa di novità, che non sono
arrivate, una folta delegazione dei dipendenti della società.
In apertura dell’incontro la società è stata invitata a spiegare la situazione sia per ciò che concerne il sito di Vado
Ligure che per Tirreno Power più in generale. Il quadro scaturito conferma su entrambi i fronti la drammaticità
della situazioni ed i pesanti risvolti occupazionali ed economici già in atto. Ripercussioni che si aggraverebbero
ulteriormente se i gruppi 3 e 4 della centrale di Vado Ligure non venissero al più presto rimessi in funzione anche al
fine di avviare i lavori per l’ambientalizzazione, a partire dalla copertura del carbonile.
Come sindacato nel denunciare l’apertura unilaterale da parte della società di una procedura di licenziamenti
collettivi per oltre il 60% dei propri dipendenti – e non si sa per quanti dell’indotto – abbiamo ribadito la richiesta alla
società di recedere da tale decisione e di attuare al più presto tutti gli interventi impiantistici e gestionali affinché si
arrivi al dissequestro dell’impianto e quindi alla ripresa produttiva.
Al Ministro dell’Ambiente abbiamo ribadito l’urgenza del rilascio della nuova AIA al fine di consentire l’avvio dei
lavori previsti, secondo le migliori tecnologie disponibili. Il Ministro ha accolto favorevolmente questa nostra
richiesta seppur con una terminologia che non ci ha lasciati del tutto convinti (c’è stato qualche “se” e qualche
“ma” di troppo…).
Alla Regione Liguria (era presente il Presidente Burlando) e agli Enti Locali interessati abbiamo chiesto la massima
e celere collaborazione al fine di realizzare le condizioni per il buon funzionamento della Centrale, consapevoli
dell’importanza dell’impianto di Vado per il contesto locale ma anche per l’insieme del Gruppo Industriale.
Infine al ministro Guidi – che ha richiamato tutti ad un gioco di squadra per la risoluzione complessiva del problema
– abbiamo ricordato la necessità, oltre che di coordinare la situazione attuale della vertenza Tirreno Power, di
attivare un tavolo con le Parti Sociali sulla crisi del termoelettrico in Italia, che sta producendo la chiusura di
molte Centrali, comprese quelle più efficienti.
Al termine degli interventi il viceministro De Vincenti ha annunciato un prossimo incontro per la prima settimana di
settembre 2014 per fare nuovamente il punto della situazione ed ha invitato le Parti, pur nella precarietà ed
indefinitezza della situazione, a costruire un quadro di tutele per tutti i lavoratori e le lavoratrici coinvolte da
questa vicenda.
La delegazione sindacale nel suo complesso – confermando la disponibilità a collaborare con le istituzioni e
l’azienda per garantire la continuità produttiva dell’intera società – ha mantenuto in atto la mobilitazione e gli
scioperi già dichiarati, ed ha ribadito alla Società la richiesta di abbandonare il proposito dei licenziamenti già
intimati. Abbiamo, di contro, dato disponibilità a utilizzare tutti gli strumenti di legge già disponibili per gestire
questa congiuntura negativa”.

“LA MOBILITAZIONE CONTINUA SINO A CHE TIRRENO POWER NON SARA’ SALVA E GARANTIRA’ PIENA OCCUPAZIONE A TUTTI!”

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