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Tir, la protesta in porto

8 Giugno 2016
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Chieste maggiori garanzie ad Msc per la tutela delle imprese locali.

Gli autotrasportatori civitavecchiesi preoccupati per il loro futuro.
Una situazione allarmante, con la città che rischia di vivere l’ennesimo dramma occupazionale. Nei prossimi è previsto un nuovo incontro per trovare una soluzione ad un problema che rischia di mandare sul lastrico centinaia di civitavecchiesi. Il numero di imprese di autotrasportatori esterne che operano con Msc all’interno del porto a discapito dell’imprenditoria locale è sempre più preoccupante. È il grido d’allarme lanciato dagli autotrasportatori del Consorzio, che lunedì mattina hanno organizzato una manifestazione di fronte ai cancelli del terminal container. Decine i tir fermi sul ciglio della strada, per chiedere alle istituzioni locali di vigilare sulla correttezza dei rapporti tra Msc e le imprese. Un grido d’allarme ma anche l’esasperazione di tanti operatori che non sono affatto tutelati dalle istituzioni. “Le difficoltà – spiega Patrizio Loffarelli, direttore del Consorzio Autotrasportatori – sono dettate dal fatto che i trasporti vengono affidati sempre più spesso a imprese forestiere, in special modo campane. Le nostre 22 imprese consorziate, nonostante gli investimenti e la cinquantennale esperienza, sono state man mano estromesse dal circuito e sono state costrette a tagli e licenziamenti”. “Non abbiamo nulla contro la concorrenza leale e gli altri trasportatori –hanno fatto notare alcuni operatori– Chiediamo solo il rispetto della legalità: com’è possibile che imprese esterne riescano a fare il nostro stesso lavoro a con tariffe più che dimezzate e senza soste previste? Non vorremmo – hanno aggiunto – che dietro la scelta di affidarsi a tali imprese ci siano ragioni quantomeno discutibili da parte di Msc”.

 



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