TIDEI: Sulla Tari tanto “fumus confusionis” dalla destra

26 Giugno 2019
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Non è più tempo di nascondersi e sulla Tari 2019 non l’hanno fatto né la maggioranza né le opposizioni che si sono astenute. Assistiamo invece al tentativo di speculare sullo stato di difficoltà di famiglie e commercianti, ma dietro il “fumus confusionis” compare la manina del centrodestra responsabile del dissesto.

La Tari 2019 costerà ai santamarinellesi 6,1 milioni contro i 5,4 di quella del 2018.
Le voci in aumento sono tre: aumento dei costi di discarica, (300 mila) costo dei mancati pagamenti delle ingiunzioni e accantonamento al fondo crediti dubbi (530 mila euro).

Prima non c’erano crediti (ne abbiamo trovati 4 milioni e mezzo inesigibili) e non c’erano dubbi… pagava Pantalone.
I costi sono stati distribuiti sulla base di una auto certificazione fornita dalla Gesam che ha attribuito il 77 per cento dei costi variabili alle utenze domestiche e il 23 a quelle domestiche. Con il centrodestra le famiglie sopportano l’84 per cento dei costi, (tanto poi nessuno andava a chiederglieli). Oggi, ricordiamolo sulle famiglie grava l’ aumento del 700 per cento dell’Irpef ai massimi livelli di legge per il dissesto, ovvero quasi 2 milioni in più.

Lotta all’evasione: fatta. Sono stati scovati 500 evasori totali grazie ai controlli incrociati Comune/Gesam.
Recupero delle somme non dovute: fatto. Sono circa 140 mila euro al mese, ma per legge vanno a ripianare i debiti del dissesto.

E’ velenoso e codardesco invece continuare a raccontare che su alcune categorie commerciali ci sarà un aumento è del 40, 50%. Erano le categorie protette dal centrodestra, i loro clienti, il loro serbatoio di voti. Pigliamo un esempio preciso, che pagava 10 euro al metro quadrato. Oggi pagherà 17,6 euro. In percentuale un aumento considerevole, ma a ben guardare in assoluto si tratta di 200 euro l’anno e la stessa categoria paga 19,9 euro al metro quadrato a Civitavecchia e 23,4 a Ladispoli.
E malgrado gli aumenti possiamo dire che nessun commerciante di S. Marinella pagherà la Tari  più della media dei comuni vicini (Tarquinia, Ladispoli, Civitavecchia) e questo per salvaguardare la competitività delle nostre attività produttive. A fatti, non a chiacchiere e soprattutto avendo cura dei contribuenti e del loro denaro cosa che anche gran parte dell’opposizione ha riconosciuto astenendosi sulla manovra.

Pietro Tidei



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