Ti ricordi Syd? Keith Emerson

15 Aprile 2015

A qualcuno i dualismi non piacciono. Gli sanno di duelli rusticani senza senso fini a se stessi. Eppure di dualismi in ogni campo ne è piena la storia e forse senza di essi sarebbe stata scritta diversamente meno colorita ed avvicente. Fiumi di inchiostro sono stati sprecati, interminabili discussioni consumate, abili oratori come parlatori improvvisati hanno dato vita ad pungenti arringhe e repliche appassionate.
Dalla politica alla storia, dalle correnti filosofiche alla medicina, dallo sport alla… musica. Ovvio pertanto che il cappello introduttivo di questo articolo sarebbe andato a parare nei grandi dualismi del rock dove a fianco di quello principe tra Beatles e Rolling Stones, se ne ricordano una serie infinita causa ma più volte scusa di lunghe e avvincenti discussioni tutte tese a far prevalere le doti e le ragioni dei propri paladini.
All’epoca del progressive rock una in particolare prese l’attenzione generale, degli addetti ai lavori, della stampa e dei semplici appassionati. Keith Emerson o Rick Wakeman? Due grandissimi virtuosi delle tastiere. Si presentavano ai concerti circondati da una miriadi di tasti bianchi e neri ma non solo.
Tastiere di ogni genere, lucette, spinotti, cavi, che i due in continuazione spostavano da una presa all’altra ed ognuna emetteva un suono diverso. Emerson in laminato luccicante preferiva il Moog, Wakeman, mantello bianco e lunghi capelli biondi da sembrar scappato dal Signore degli anelli, preferiva il suono dolce e vellutato del mellotron.
L’accusa per entrambi era di megalomania e eccessiva eccentricità ma impersonificavano perfettamente la grandezza e l’ambizione dei gruppi del progressive rock diventandone loro stessi icone. Entrambi con studi classici alle spalle, Emerson proveniva dai Nice ma trovò la grande affermazione nel trio EL&P insieme a Greg Lake (King Crimson) e Carl Palmer (Atomic Rooster). Wakeman proveniva dagli Strawbs e trovò i grandi palconescenici internazionali con gli Yes e in più del suo “acerrimo nemico”, pubblicò album solisti di leggendaria bellezza, i primi due soprattutto “The Six Waves of Henry VIII” e “Journey to the Cen-
tre of the Earth”. Uniti in splendide carriere anche in dischi forse un pò pomposi ma di impareggiabile fascino come i tripli live “Welcom Back my Friends to the Show of Never End” del 1974 con il quale gli EL&P risposero agli Yes di “Yessongs” dell’anno precedente. Più spigoloso e forse più veloce Emerson, più morbido, gentile e rifinito Wakeman. Tanti anni son passati ormai da quei tempi lontani ma ancora oggi ogni tanto si torna a parlare di quei due ormai tranquilli signorotti inglese intorno ai 70 di età, così la musica di riferimento di “Ti Ricordi Syd?”, il rock intorno agli anni ’70. Preferire uno dei è solo un fatto di gusto personale da assaporare e scoprire proprio nei live già citati che rappresentano la summa della loro opera nei rispettivi gruppi principali di appartenenza.
Per quanto mi riguarda, pur avendo nelle orecchie molto spesso il suono di Jerusalem, From the beginnigs e di Tarkus non posso fare a meno di ritrovarmi ogni volta in un momento di pura estesi nel riascoltare Jon Anderson pronunciare: Mr Rick Wakeman from keyboards e subito sentir partire il famoso “Exctrat from The Six Waves o Hery VIII”, da Yessongs, e giu brividi, provare per credere.
“Ti Ricordi Syd?” trasmissione in onda su Radio Blue Point dalle 21.00 alle 23.00 il lunedì e il venerdì, la musica intorno agli anni’70.

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