Dal 2 al 4 agosto il primo incontro tra i responsabili delle dieci istituzioni europee coinvolte del progetto EMAP (European Music Archaeology Project), avviato ufficialmente lo scorso 3 giugno con la firma dell’accordo economico tra Unione Europea e l’Amministrazione Comunale. Il progetto riunisce il lavoro di conservatori, università, centri di ricerca e di divulgazione, enti locali (la Regione Lazio) sparsi tra Italia, Germania, Regno Unito, Spagna, Svezia, Austria e Cipro. EMAP collegherà nell’arco dei prossimi cinque anni studiosi e artisti, artisti-studiosi e studiosi-artisti di sette nazioni europee in una rete di eventi, workshop, conferenze, pubblicazioni, concerti e una mostra multimediale, interattiva e itinerante, unica nel suo genere, che sarà allestita a partire dal 2016 e da Roma farà il giro dei paesi co-organizzatori. Nell’intento di catalizzare e condividere il crescente interesse per gli studi musicali in ambito archeologico, tutto sarà documentato e reso disponibile su un sito web, attraverso la creazione di un data-base e l’uso di visualizzazioni in 3D. EMAP si propone di far rivivere e risuonare gli strumenti musicali in uso nelle civiltà antiche dell’Europa. Ricostruendone non solo la storia, i percorsi che li hanno portati fin qui, ma anche le forme e i contenuti, la sostanza, la loro stessa essenza cioè il suono. Il progetto ha ricevuto il massimo punteggio tra gli 80 valutati nel corso del 2012 dall’Education, Audiovisual and Cultural Executive Agency (EACEA).

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