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Tarquinia. Olmi esprime preoccupazione per piano governativo che assegna ai Comuni 25 profughi per ogni mille abitanti

12 Agosto 2016
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OLMI, PROMOTORE PETIZIONE, ESPRIME PREOCCUPAZIONE PER PROVVEDIMENTO GOVERNATIVO. “I SINDACI NON CEDANO ALLE PROMESSE DI INCENTIVI ECONOMICI”.

Quote di immigrati da imporre ai Comuni che non vogliono accogliere i migranti, addolcendo il tutto con incentivi e sblocco delle assunzioni per le amministrazioni che accetteranno il tetto imposto dal piano del Viminale. Questo in sintesi il provvedimento preparato dal Governo Renzi e che per il momento non è stato approvato in consiglio dei ministri. Il piano prevede di inviare a ciascun Comune italiano venticinque immigrati per ogni mille abitanti.

“Se il piano di Renzi e Alfano fosse approvato, ad esempio a Tarquinia potrebbero arrivarne circa 400 – avverte Silvano Olmi, che è l’animatore di una raccolta di firme contro il progetto di installare un campo profughi nella ex-polveriera di Tarquinia – altro che “accoglienza diffusa”, questo sarebbe un cataclisma impossibile da gestire. Un gravissimo problema per una città che non è in grado di accogliere un così grande numero di immigrati. Il richiamo pecuniario serve a convincere qualche Sindaco a incassare soldi e migranti senza protestare. Le amministrazioni comunali non cedano a queste lusinghe e pensino alla sicurezza dei propri cittadini.

Come ho dichiarato nelle settimane scorse questa è un’emergenza che dura da troppo tempo e serve solo a chi vuol lucrare sulla pelle di questa povera gente. Non si possono accogliere così tante persone, nemmeno in tendopoli come qualcuno periodicamente pensa di fare creando un campo profughi nella ex-polveriera di Tarquinia.

Il problema va affrontato a livello europeo – conclude Olmi – stipulando accordi con le Nazioni che si affacciano sul Mediterraneo, in modo da pattugliare le coste e impedire la partenza dei barconi. Inoltre, va data accoglienza a chi ha diritto allo status di rifugiato, circa il 10% dei profughi, mentre il resto deve essere riportato indietro.”

 

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