«Non sono i sindaci da multare ma la presidenza della Regione Lazio, nominata dal Governo commissario straordinario per l’emergenza dell’arsenico. Forse all’Ausl di Viterbo hanno sbagliato indirizzo. Tuttavia questo verbale lo rispedisco al mittente. Presenterò ricorso contro una burocrazia insensata e cieca. Dopo aver risolto l’emergenza dell’arsenico da soli è inammissibile essere colpiti così». Lo dichiara il sindaco Mauro Mazzola, in riferimento al verbale di accertamento di violazione amministrativa da 20mila euro inviato il 16 luglio. «La mia Amministrazione ha lavorato e ha messo fine all’emergenza. – prosegue – E non è stata quest’Amministrazione a nominare il 28 gennaio 2011 un commissario straordinario regionale, l’ex presidente Renata Polverini, che in due anni non ha fatto nulla. È però facile rivalersi sull’anello debole della catena, cioè i Comuni». Altro aspetto importante è la metodologia delle analisi. «Occorre un protocollo unico per avere risultati univoci. – sottolinea il primo cittadino – Nelle assemblee consortili, come quella di Talete, mi sono sempre battuto per ottenerlo. È deleterio che i dati dei campionamenti fatti dall’Ausl e da laboratori privati, siano differenti e a volte addirittura contrastanti. Ricordo inoltre che una nota dell’Ausl del 28 dicembre 2012, ci informava che le analisi erano addirittura sospese per problemi tecnici». Le Amministrazioni sono abbandonate a se stesse. «Questo Comune ha fatto tutto da solo. – conclude il sindaco Mazzola – Dall’abbattimento dell’arsenico attraverso la miscelazione delle acque all’attivazione dei dearsenificatori, facendo svolgere in proprio analisi e controlli periodici. E oggi una burocrazia insensata ci sanziona per 20mila euro. Sembra di raccontare una barzelletta».

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