«Fanno le proprie riunioni chiuse ma poi pretendono dagli altri lo streaming». Lo dichiara il sindaco Mauro Mazzola, in risposta agli esponenti del Movimento 5 Stelle di Tarquinia. «Il consiglio comunale è pubblico e qui ci assumiamo le nostre responsabilità. – prosegue il primo cittadino – Tutti possono accedere agli atti e tutti possono conoscere le decisioni che quest’Amministrazione prende. Non accettiamo lezioni di democrazia da parte di chi ha reintrodotto il reato “di lesa maestà” per difendere Beppe Grillo e ha cacciato in meno di tre mesi vari senatori e parlamentari. Accusano ingiustamente la mia maggioranza di agire con arroganza, quando il loro capo agisce nello stesso modo rivolgendosi alla stampa e criticando chi non la pensa come lui. Ci dicono che noi abbiamo paura del giudizio dei cittadini, quando in realtà sono loro ad averne e a non ammetterlo: sono passati dal trionfo delle elezioni politiche alla Caporetto delle amministrative. Vivono in streaming, mentre noi siamo in presa diretta con la quotidianità e i problemi delle persone. In un anno gli esponenti del Movimento 5 Stelle, con il loro consigliere comunale, cosa hanno prodotto di tanto rivoluzionario? Non ricordiamo una proposta o un’iniziativa degna di nota. Fare proclami elettorali è una cosa, confrontarsi con la realtà è un’altra. Scendano
dal piedistallo su cui si sono messi e si sporchino le mani e i piedi con la quotidianità. Vedranno che il mondo non è solo streaming e rendicontazione. Noi intanto continuiamo a lavorare, in attesa che anche alla Regione Lazio il consigliere tarquiniese del Movimento 5 Stelle “batta un colpo” per giustificare il proprio lauto stipendio».

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