Solitudine e amore

4 Settembre 2015

A cura del dott. Spampinato, psicologo e cantautore 

È importante distinguere due concetti fondamentali, l’isolamento e la solitudine.
L’isolamento è un concetto sociale, e proprio perché l’uomo è un essere relazionale, esso rappresenta ciò che di più innaturale e spaventoso si possa immaginare. Isolare una persona significa punirla fino anche a torturarla. La punizione più grande è la cella di isolamento. L’isolamento o esclusione da una famiglia o da un gruppo crea una lacerazione nel profondo, genera follia, disperazione, vuoto. Per vincere l’isolamento spesso le persone ricorrono al cibo, all’alcool e alle droghe, ai farmaci, al gioco d’azzardo o commettono atti criminali. Spesso è causa di malattie non solo psicologiche anche psicosomatiche.
L’isolamento pone la persona in uno stato di bisogno, di fame e la spinge a cercare rapporti che si mascherano d’amore o amicizia ma non lo sono, perché l’amore e l’amicizia non nascono dal bisogno ma da un’energia traboccante, da un’affinità unica, da un incontro alchemico psico-fisico, da una comunione di intenti e di vedute. Dal bisogno nascono rapporti di dipendenza e sfruttamento che hanno la funzione di calmare le angosce ma non colmano la misura, non appagano, non generano evoluzione, non producono nulla di buono.
Prima i due si sentivano soli da soli, ora si sentono soli insieme!
Il valore vero della solitudine, invece, è la responsabilità, la scelta, la consapevolezza che porta all’unione volontaria, alla condivisione e alla compassione. La coppia non serve ad appagare un bisogno o a colmare un vuoto, ma a realizzare un progetto e a vivere un’esperienza.
L’amore rende consapevoli che si è soli nella vita e questa è una benedizione perché ci pone di fronte alla nostra assoluta libertà di scelta, al nostro libero arbitrio, ci mette nella condizione adulta di dire responsabilmente di si ad un’altra persona perché lo vogliamo e non perché ci serve o ne abbiamo bisogno per vivere o per non impazzire.
Amore e solitudine sono due facce della stessa medaglia e la ricerca dell’equilibrio tra questi due opposti crea unione sana e arricchisce l’individuo.
La coppia non annulla l’individuo, lo arricchisce. L’errore più grande che le persone commettono in amore è quello di appartenersi.
Nessuno appartiene a nessuno, l’amore è una scelta libera e volontaria. L’individuo resta individuo, ma condivide la propria esistenza con un altro essere umano. Condividere non vuol dire fare tutto insieme, lavorare insieme, frequentare le persone insieme, passare il tempo libero insieme, ecc.
Lo si può fare per scelta, per piacere, ma non è un obbligo.
Avere il proprio spazio vitale, la propria identità, i propri amici, i propri interessi e il proprio percorso di vita è essenziale per restare sani e equilibrati e avere qualcosa da condividere con qualcun altro. Come dice l’ aforista ticinese Carlo Gragnani: “Mi fa troppo piacere che tu sia qui. Vorrei quasi gustarmelo in solitudine.”
La coppia è uno spazio di condivisione scelto e creato dai partner nel loro progetto di unione che dà valore a tutti gli altri spazi individuali che caratterizzano una persona. Non li comprende, non li elimina, non li gestisce.
È come una cassa di risonanza che li amplifica, li potenzia e conferisce loro valore e motivazione ad esistere.
Come dice Giacomo Leopardi: “La solitudine è come una lente d’ingrandimento: se sei solo e stai bene stai benissimo, se sei solo e stai male stai malissimo.”

www.alessandrospampinato.it

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