Dal Circolo di Civitavecchia di Sinistra Ecologia e Libertà, riceviamo e pubblichiamo.

“L’occupazione dell’aula consiliare comunale da parte del coordinamento disoccupati di Civitavecchia, è un grido di dolore che nessuna forza sociale e politica e tanto meno nessun organismo istituzionale, può sottovalutare. L’azione più sbagliata da parte delle istituzioni, sarebbe quella di procedere ad uno sgombro forzato, volendo imporre con la forza il ripristino della legalità. Tale atto, rivelerebbe miopia, scarsa lungimiranza  anche politica e soprattutto,  non risolverebbe il problema.

Quando il disagio sociale assume i caratteri di vera e propria emergenza, la ribellione è dettata dalla disperazione e dalla consapevolezza che non si ha più nulla da perdere. Chi ha l’onere di governo ha anche il dovere di interpretare il senso profondo della protesta.

Diciamo questo perché i precedenti purtroppo non lasciano ben sperare: è di soli pochi giorni fa lo  sgombero delle “Carcerette”, che ha di fatto  buttato alcune famiglie in mezzo alla strada. Abbiamo quindi incontrato alcuni degli occupanti sfrattati con forse troppa solerzia, che ci hanno raccontato un altro film rispetto a quello ufficiale:  nel copione ci sono anche le storie di vita delle persone coinvolte, una lunga serie di sofferenze e di diritti negati e  la conseguente condizione di povertà.

Una nostra delegazione ha incontrato oggi anche i disoccupati che hanno occupato il Comune e anche qui,  stesso copione: si tratta di persone che non riescono più a mettere insieme nemmeno i soldi per la colazione, persone che chiedono solo di essere ascoltate anche e soprattutto per ciò che hanno da proporre. 

Ci rendiamo perfettamente conto che nell’organizzazione sociale cittadina, l’Amministrazione comunale si debba necessariamente porre come garante del rispetto delle regole, ma sappiamo anche che esiste sempre la possibilità di affrontare queste questioni delicate con sensibilità e con un occhio attento ai valori di umanità, solidarietà ed  inclusione sociale.

L’ultima nostra intenzione è quella di speculare politicamente su una vicenda così drammatica e  per questo siamo a disposizione per qualsiasi soluzione mediata, chiedendo allo stesso tempo al Sindaco Cozzolino,  di privilegiare l’ascolto e il dialogo in luogo della pura repressione”.

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