gianni bono 1

I ceci sono uno dei legumi più antichi nella storia dell’umanità ed attualmente rappresentano il terzo legume più consumato al mondo dopo i fagioli e la soia. La pianta del cece proviene dall’Oriente, probabilmente dalla Turchia, ed è coltivata in tutta la zona del bacino mediterraneo. In Italia la produzione è più limitata probabilmente a causa della bassa resa e dalla richiesta di mercato che non è mai stata elevata ma, comunque le piante dei ceci sono particolarmente coltivate in Umbria, nel Lazio, in Toscana, in Liguria (cece di Merella), in Puglia (cece nero della Murgia Carsica – Presidio Slow Food e cece rosso di Gravina); ad ogni modo, tutte le piante del cece sono coltivate nella maggior parte delle regioni Mediterranee. Si tratta di legumi il cui utilizzo alimentare è possibile solo previa essiccazione. I ceci secchi richiedono un tempo di preparazione abbastanza lungo che va dalle 12 alle 18 ore per quanto riguarda il periodo di ammollo pre-cottura; per quest’ultima invece è preferibile un tegame di terracotta in cui i ceci dovranno cuocere per tre ore a fuoco basso. La cottura deve iniziare in acqua fredda portata ad ebollizione a fuoco lento e con coperchio: è importante che i ceci siano ben cotti per non avere problemi a livello digestivo. Prima di acquistare i ceci è sempre meglio controllare la data di essicazione; oltre ad un periodo di ammollo più lungo i ceci vecchi perdono anche alcune loro proprietà, inoltre è sempre meglio consumare ceci che non siano più vecchi di un anno. Detti “la carne dei poveri” sono ricchi di carboidrati e di proteine. I ceci sono molto ricchi di fibre e aiutano quindi a regolarizzare l’intestino. Grazie al loro contenuto di acidi grassi omega 3 sono validi alleati del sistema cardiovascolare; contribuiscono, infatti, a controllare la pressione arteriosa e ad aumentare i valori del colesterolo HDL, quello cosiddetto buono, riducendo i livelli di LDL, il colesterolo cattivo: ma non è tutto, questi legumi contengono folato, una sostanza che aiuta a mantenere bassa l’omocisteina, un aminoacido presente nel sangue che, quando raggiunge valori sopra la norma, aumenta il rischio dell’insorgenza di eventi cardiovascolari quali ictus e infarto. I ceci sono fonte di vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B5, B6), di vitamina C ed E e di alcuni minerali, quali ad esempio magnesio e fosforo. I ceci non contengono glutine e sono quindi indicati anche per chi soffre di celiachia. Prodotto derivato dei ceci e ottima alternativa alla farina di frumento, la farina di ceci si ottiene dalla macinazione dei semi essiccati del cece; è un alimento ricco di minerali, quali calcio, fosforo, ferro, e di proteine vegetali. I ceci essiccati vengono macinati a cilindri oppure a pietra (di qualità superiore). Il processo di macinazione prevede la raffinazione, poiché risulta indispensabile la separazione della crusca. La farina di ceci è largamente utilizzata in Liguria, dove la farinata viene considerata una specialità tipica locale. La farinata è una torta di ceci molto bassa, impastata solamente con farina di ceci, acqua, sale e olio d’oliva; la farinata si cuoce, in genere, nel forno a legna, ma talvolta viene cotta in padella. La farina di ceci è utilizzata anche per la produzione della “panissa”, altra specialità culinaria ligure (torta di ceci ricoperta di cipolle) e per le “panelle”, una frittella di farina di ceci, tipico cibo da strada della cucina palermitana. La farina di ceci può essere utilizzata anche mescolata alla farina di grano duro e uova per preparare la pasta fresca; ancora, può essere impiegata come elemento base per la pastella (per le verdure) e per preparare gnocchi.

LA RICETTA;

Ingredienti:

  • l di acqua tiepida;
  • 350g di farina di ceci;
  • ½ cucchiaino di sale fino;
  • 115 ml di olio extra vergine d’oliva, possibilmente ligure;
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva per la teglia;
  • pepe nero macinato

PREPARAZIONE: Mettete in una terrina l’acqua tiepida e versare a pioggia la farina di ceci mescolando con cura con una frusta. Lasciate riposare la farinata per 4-6 ore. Trascorso il periodo di attesa togliete con il mestolo forato la schiuma che si sarà formata in superficie. Aggiungere l’olio e il sale mescolando con una frusta. Mettete l’olio extravergine di oliva in una teglia da forno preriscaldata e versatevi la farinata. Cuocete a 250° C per circa 30 minuti o fino a quando la farinata sarà dorata e i bordi saranno marroncini. Dovrà essere ancora morbida al centro. Sfornate la farinata e lasciatela riposare per 10 minuti. Spolverizzatela con il pepe nero e servitela ben calda.

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