schemi maladattivi

Schemi maladattivi in amore

14 Novembre 2015

Nel precedente articolo abbiamo analizzato tre “schemi maladattivi” (distacco e rifiuto; mancanza di autonomia e abilità; eccessiva attenzione ai bisogni degli altri) che si strutturano in persone con bassa autostima e che minacciano la vita sociale e affettiva.
Proseguiamo oggi nell’analisi di altri due schemi.
Ricordo brevemente che sono gli avvenimenti e le esperienze legate alla realizzazione dei nostri bisogni fondamentali a produrre gli schemi maladattativi.
Essi sono dei modelli onnicomprensivi o delle sintesi intuitive formate da ricordi, emozioni, pensieri e sensazioni fisiche e si usano per comprendere se stessi e gli altri. La loro origine risale all’infanzia o all’adolescenza ma sono presenti in tutte le fasi della vita e proprio per questo sono disfunzionali: infatti, sono risposte rigide e fondate su esperienze passate alle situazioni del presente.
Gli schemi sono refrattari al cambiamento e alle novità perché rispondono ad un bisogno di coerenza e, benché fonte di sofferenza, vengono percepiti come sicuri e familiari. Siamo attratti dalle situazioni che li attivano perché siamo subito e facilmente pronti a rispondere, secondo noi, adeguatamente. In sostanza è ciò che meglio conosciamo e sappiamo fare!
Se all’origine, quando cioè si sono formati gli schemi, erano la migliore risposta e forse la più adeguata alla situazione, nell’età adulta e nel presente essi possono risultare fuori luogo e invalidanti. Se poi vengono agiti senza una reale consapevolezza e comunque al di fuori di una lettura della realtà coerente con il presente, allora si entra nel campo della patologia.
Vediamo ora i due schemi di oggi:

– MANCANZA DI REGOLE
Il bambino o l’adolescente non ha adeguatamente introiettato un sistema di regole in ambito relazionale o affettivo. Questa mancanza di regole minaccia la possibilità di instaurare rapporti collaborativi, l’adempiere agli impegni presi e il raggiungere obiettivi personali realistici a lungo termine. Spesso è collegato ad un’educazione troppo permissiva che non ha fornito adeguato orientamento alla realtà, nutrendo atteggiamenti di superiorità e riducendo la capacità di sostenere un livello normale di disagio e frustrazione. Gli aspetti essenziali di tale schema sono 2:
1. La Grandiosità: la persona si sente superiore agli altri e detentore di particolari privilegi e diritti. Esiste una convinzione di fondo di poter fare e ottenere tutto quello che si desidera anche quando non è realistico o arreca danno agli altri.
2. L’Autocontrollo o Autodisciplina insufficienti: In questo caso manca la capacità di sopportare una frustrazione funzionale al raggiungimento dei propri obiettivi personali e manca anche la capacità di realizzarsi, adempiendo agli impegni presi. C’è la tendenza ad evitare il disagio sotto qualsiasi forma anche a scapito della realizzazione personale.

schemi maladattivi 2

– IPERCONTROLLO O INIBIZIONE
I sentimenti, le preferenze, gli impulsi spontanei vengono sacrificati per lo scopo di raggiungere standard severi di prestazione o rendimento che portano a trascurare i piaceri della vita, le relazioni e il riposo. Spesso la famiglia d’origine è cupa, esigente, punitiva o perfezionista e spinge il soggetto a vivere in una condizione di costante pessimismo, preoccupazione e ansia.
Gli elementi essenziali sono 4:
1. Negatività e pessimismo: si osserva una attenzione eccessiva agli aspetti negativi e una sottovalutazione di quelli positivi con un timore eccessivo che qualcosa possa peggiorare la situazione attuale e che le situazioni positive siano destinate a degenerare. Si accompagna ad una paura esagerata di commettere errori, subire perdite o umiliazioni.
2. Inibizione emotiva: qui si assiste ad una repressione della spontaneità per timore delle critiche, di potersi vergognare o di perdere il controllo. Essenzialmente l’inibizione riguarda la rabbia, gli impulsi positivi, l’espressione dei propri sentimenti o bisogni e l’espressione emotiva.
3. Ipercritica: In questo caso esiste una radicata convinzione di dover sottostare a standard di prestazione elevati per poter evitare le critiche altrui. La persona non riesce a riconoscere le esigenze personali di riposo, piacere, rilassamento e sviluppare una sana autostima senza sottoporsi ad imprese e prestazioni eccezionali. Si accompagna a perfezionismo, ad un regime di regole e doveri rigidi in molti campi e ad una eccessiva preoccupazione rispetto all’efficienza.
4. Punizione: Ogni errore viene severamente punito sia se compiuto da se che dagli altri.
Lo schema spesso è alla base della sensazione di fallimento e di disperazione per la propria incapacità di ottenere il cambiamento desiderato e la realizzazione personale.
Per liberarsi dal suo ripetersi automatico è necessario un lavoro di consapevolezza sulle situazioni che lo attivano e una esplorazione profonda e non giudicante delle sensazioni fisiche, emotive e dei pensieri che l’accompagnano.
Poiché si è imparato a rispondere in modo schematico alla vita è possibile correggere in terapia questo errore attraverso nuovi apprendimenti più funzionali, sani e adeguati al presente e alla attuale realtà.

www.alessandrospampinato.it

image_pdfScarica articolo (pdf)image_printStampa articolo


DIBIAGIO

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com