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Reati contro il patrimonio: i furti in appartamento

9 Novembre 2015
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Oltre la sottrazione di beni, anche la violazione dell’intimità domestica

Fenomeno che è oramai causa di continuo allarme sociale. In alcuni casi, mostra delle flessioni, per poi ripresentarsi di nuovo ad ondate ancora più intense ed aggressive e molto spesso a macchia di leopardo, interessando maggiormente determinati quartieri, rispetto ad altri, senza che apparentemente si possa trovare una soluzione.

Reato contro il patrimonio, che più di molti altri crea nelle vittime uno stato d’impotenza e di paura, sia perché viene violata l’intimità domestica e quella della famiglia, luogo ove le persone dovrebbe sentirsi maggiormente protette e serene, scoprendosi invece estremamente vulnerabili, vuoi per i modi in cui viene perpetrato il reato: non di rado mentre le persone sono in casa, vengono narcotizzate mentre riposano e nei casi ancora più gravi, minacciate, rapinate anche con l’uso delle armi, sequestrate, violentate e purtroppo anche uccise, costituendo di fatto un reato molto più grave, detto continuato. Le persone finiscono per sentirsi esasperate, impotenti ed in preda alla paura, trascorrendo lunghe notti insonni per controllare la loro proprietà, mentre a volte le forze dell’ordine, fanno fatica ad individuare i malviventi ed assicurarli alla giustizia. E allora cosa fare? Nella seconda parte, parleremo di alcuni modi per cercare di contrastare l’opera dei ladri.

Quali le soluzioni? Sicurezza attiva e passiva : il controllo del vicinato

Si dice che l’occasione fa l’uomo ladro. Studi hanno dimostrato che se l’oggetto è appetibile e poco o nulla si rischia per appropriarsene, i più potrebbero essere tentati di farlo. Allora, necessario difendersi ed in proposito esistono due tipi di sicurezza: quella passiva e quella attiva. La prima consta in sistemi di blindature di porte e finestre, telecamere e sistemi antifurto più o meno sofisticati, illuminazione di corti e giardini, recinzioni; Non dare indicazioni sui social di essersi allontanati da casa, ad esempio per le vacanze. Mentre la seconda è data dalle forze dell’ordine e guardie giurate che però non possono essere presenti ogni momento ed in ogni dove, anche se una maggiore attenzione al coordinamento potrebbe essere utile a non lasciare spazi ed orari scoperti. Un altro sistema di sicurezza attiva è quello del “Controllo del vicinato”, adottato per la prima volta nel 1982 in Inghilterra estesosi poi in molti paesi anglosassoni ed in America e Canada e dal primo decennio del 2000, anche in molti comuni italiani. In pratica, il vicino controlla la casa del suo vicino quando questo è fuori e viceversa. Gli abitanti saranno organizzati mediante apposite conferenze tra istituzioni e volontari, in un programma di partenariato, con compiti precisi, collaborando insieme nel controllo del territorio, segnalando alle FF.O. ogni movimento sospetto. Anche appositi segnali, indicheranno che la zona è sottoposta al controllo, costituendo di fatto un sistema di prevenzione che farà capire anche al malintenzionato, che non sfuggirà ai controlli.

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