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È stato un fiume in piena il primo cittadino Pietro Tidei, che stamani ha voluto convocare la stampa per chiarire alcune questioni al centro della cronaca politica degli ultimi tempi. Italcementi, l’area di fronte al San Paolo, i rifiuti di Roma e Hcs: questi i temi affrontati dal sindaco.

«La questione Italcementi – afferma il sindaco nel suo esordio – si rivela molto chiara e trasparente». Il primo cittadino ricorda che nel corso della campagna elettorale tra i diversi punti del suo programma c’era anche il caso dell’Italcementi, per il quale era previsto un intervento di risanamento e riqualificazione dell’intera area, di 500 mila metri cubi, per il quale bisogna trovare un accordo con la proprietà. Accordo che era già stato stilato ai tempi della giunta De Sio, ma che fu annullato durante la legislatura Moscherini. Le trattative stanno andando avanti, secondo i termini già illustrati dal sindaco qualche giorno fa in cui riferiva i termini del protocollo di intesa: 93 mila metri cubi di proprietà del Comune per la realizzazione di opere di riqualificazione ambientale come parchi, parcheggi e centri dedicati all’associazionismo e al servizio della città. Secondo l’accordo, all’Italcementi spetterebbero 200 mila metri cubi, la parte restante al comune e da subito un terreno, dal valore di oltre 2 milioni di euro, da vendere per la costruzione delle case popolari. La delibera, verrà prima ritirata e poi verrà ripresentata, entro il 15 settembre, con nuove modifiche: maggiori garanzie per gli abitati delle casermette, la valorizzazione dell’imprenditoria locale e la definizione della percentuale, di quei 93 mila metri cubi del comune, da destinare alla costruzione. La nuova delibera prima di essere ripresentata dovrà essere condivisa in maggioranza. «A quel punto – dichiara il primo cittadino – chi non la voterà si chiamerà automaticamente fuori».

L’altra questione scottante è quella relativa all’area di fronte al San Paolo, sulla quale il sindaco dichiara di non poter fare molto, dato che la diatriba dipende dalla classificazione della zona negli usi civici. «La Coop ha aperto il vaso di Pandora – ha dichiarato il primo cittadino – dato che la questione degli usi civici è un problema che riguarda mezza città». L’intenzione del Pincio è di convertire l’area in un parco pubblico e creare una struttura in grado di ospitare l’Asl, riunendo quindi tutti gli uffici in un unico edificio, che, insieme al nosocomio cittadino, andrebbero a costituire la cittadella sanitaria.

Per quel che riguarda la questione rifiuti, ovvero la possibilità che i rifiuti della Capitale possano transitare dal Porto di Civitavecchia, il sindaco ha dichiarato di aver contattato Michele Civita, assessore regionale, per avere delucidazioni. Civita però ha risposto di non sapere nulla, per cui Tidei ha deciso di inviare una lettera al presidente Zingaretti per sapere quali sono le reali intenzioni. «L’idea di far passare tutta l’immondizia di Roma su Civitavecchia non ci piace e l’avverseremo in ogni modo» ha poi concluso il primo cittadino.

Infine non poteva mancare un’ulteriore chiarificazione sulla questione Hcs. Tidei ha illustrato il piano d’azione del comune che si basa su due strade: «il ricorso in appello, non per contestare ma per integrare e spiegare meglio e parallelamente stiamo lavorando a un nuovo piano che porta a garanzia altri 7 milioni di euro, oltre ai 34 già presentati, per il pagamento della prima rata del debito». Il sindaco ha poi tenuto a ricordare che il debito è stato ereditato dalla precedente amministrazione e lui sta cercando di salvare il posto dei 400 operai dell’azienda.

BIEFFE

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