Dai compoenenti del  presidio sotto il Pincio, riceviamo e pubblichiamo. “Siamo ormai al quinto giorno di protesta davanti a piazzale Guglielmotti e riteniamo doveroso ringraziare sentitamente le centinaia di persone che spontaneamente ci fanno giungere attestati di stima e ringraziamenti per la nostra iniziativa. Ogni giorno, i cittadini, si recano qui al presidio con l’intento di dare il proprio contributo alla protesta non solo partecipando alla raccolta firme organizzata per dare voce, attraverso i consigli comunali aperti, alle grandi tematiche come le emergenze abitativa, occupazionale e il caso tpl, che l’amministrazione vuole insabbiare, ma anche offrendo volontariamente tutto quel supporto di tipo materiale (cene, caffè, bevande) che consente al “Presidio al Pincio” di andare avanti.
L’emergenza abitativa, diventata da “codice  rosso” ormai da troppo tempo e parallelamente l’immobilismo e la mancanza di risposte da parte dell’amministrazione Cozzolino, ha creato un malcontento in città senza precedenti. Decine e decine di famiglie giungono ormai presso il gazebo più famoso della città per raccontare tragiche esperienze di vita ed esprimere il proprio disagio, ma soprattutto per chiedere un sostegno, dato che, a pochi metri di distanza, la porta della casa comunale e’ rimasta per loro inesorabilmente sbarrata. E’ per questo che il Presidio annuncia che proseguirà la protesta finché chi occupa le stanze di Palazzo del Pincio, non andrà a garantire risposte immediate a tutte quelle famiglie che vivono in condizioni disumane e finché non si deciderà ad illustrare ai civitavecchiesi cosa intende fare nel concreto per affrontare l’emergenza abitativa nel medio e lungo periodo.
Proprio a proposito del primo caso venuto alla luce in questi giorni e sul quale si sono accesi i fari dei media, ci chiediamo come possa collimare la risposta del sindaco(L’amministrazione non crede di dover sottostare alla legge del ?chi grida di più ottiene prima? perchè esistono purtroppo, anche a causa della grave crisi economica internazionale, tante famiglie e tanti individui che con molta dignità affrontano il loro dolore in silenzio, con l’altrettanto silenzioso lavoro dei servizi sociali che con massima professionalità affrontano tutte queste questioni nei termini previsti dalla legge) con la consegna di un alloggio (precisamente a via Frangipane), avvenuto pochi giorni prima, ad una famiglia che non si trovava all’interno della graduatoria ma che evidentemente ha trovato i canali giusti, per poter ottenere quanto richiesto da chi si è rivolto a noi”.
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