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Processione, si rinnova la tradizione

26 Marzo 2016
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Più di 800 penitenti, partecipanti in aumento rispetto agli anni scorsi. È il primo dato inedito della Processione del Cristo Morto, che come ogni anno ha attraversato le strade di Civitavecchia la sera del Venerdì Santo.
Un percorso iniziato da Piazza Leandra, come di consueto alle ore 20.30 marzo e a seguire, via Piave, via Trieste, via Stendhal, corso Marconi, piazza Vittorio Emanuele, largo Cavour, largo Plebiscito, corso Centocelle, via Buonarroti, via Annovazzi, viale G. Baccelli, via S.Vincenzo Strambi, via Bernini, corso Centocelle, via F. Crispi, via Cialdi, piazza Fratti, via Oberdan, via Zara, largo Plebiscito, largo Cavour, corso Marconi, via Stendhal, via Trieste, Via Piave, Piazza Leandra. “Abbiamo deciso di percorrere quest’anno anche alcune strade interne “al ghetto” luogo storico della nostra città ed oggi frequentato da tantissimi giovani” – ha spiegato David Trotti, Priore dell’Arciconfraternita
del Gonfalone. Come detto, i partecipanti sono stati circa 800, “ma sapere il numero esatto dei partecipanti è
difficile – ha commentato il Priore – anche se possiamo affermare che siamo comunque in aumento rispetto al numero dei partecipanti degli anni scorsi”. Anche quest’anno, la Processione è stata accompagnata dalla folla di spettatori, che sentono in modo particolarmente intenso quello che è l’evento più tradizionale e rappresentativo di Civitavecchia.
LE ORIGINI
Ma quali sono le radici della Processione del Cristo Morto? Le origini sono antichissime e per questo motivo è facile incappare in datazioni incerte e coloriture leggendarie, ma sembra che la prima Processione risalga all’anno 890, anno in cui Civitavecchia sarebbe sorta sulle rovine di Centocelle, fondata da coloro che vi sfollarono per scampare alle invasioni dei Saraceni. Alcuni storici, invece, spostano la data di qualche decennio, collocando la nascita della Processione all’anno 1000, data in cui i millenaristi annunciavano la fine del Mondo. In questa prospettiva di imminente Apocalisse era consona l’idea di una “sfilata” di fedeli che percorressero le strade scalzi e incappucciati, alcuni trascinando delle catene ai piedi e altri portando una croce sulle spalle.
Un altro gruppo di studiosi, infine, sposta ulteriormente la data, collocando la prima Processione del Cristo Morto nell’ Alto Medioevo. Al di là della datazione, l’evento si è tramandato senza novità eclatanti, mantenendo al contrario la propria  tradizione storica. Un’affermazione, quest’ultima, che vale anche per il modo in cui la Processione è costituita. Il suo nucleo fondamentale è formato dai penitenti, persone che camminano scalze, incappucciate (mantenendo in questo modo l’anonimato)  e trascinando delle catene ai piedi.
Molte di esse portano anche una Croce sulla spalle. Numerosi penitenti tramandano questa tradizione di generazione in generazione e in questo modo partecipano alla Processione intere famiglie, di diverso livello sociale e culturale. La loro partecipazione ha un duplice collegamento, con lo scotto di una penitenza e con la richiesta di una grazia. Oltre agli incappucciati, camminano per le strade della città anche figuranti in veste di soldati romani, tamburi, torciferi e la Banda Musicale. La Processione prosegue poi con il passaggio della statua del Cristo Morto, trasportata su
un carro dai Confratelli del Gonfalone con il volto coperto. A seguire ci sono le Tre Marie e la statua della Madonna Addolorata, portata a spalla dalle donne. Presenti, naturalmente, anche le Autorità religiose e civili: il Vescovo con il clero cittadino, il Sindaco e alcuni consiglieri comunali, che seguono il Gonfalone della città.

Un altro aspetto interessante riguarda i cosiddetti Misteretti.
Bambine e bambini vestiti di bianco recano con sé dei piccoli oggetti che simboleggiano la Passione e Morte di Cristo
così come si evince dai Vangeli: il martello, i chiodi, la corona di spine, la scala, i dadi, il gallo, la lancia e il calice. Quella della Processione del Cristo Morto, insomma, è una tradizione irrinunciabile e caratterizzata da una preparazione rigorosa che inizia mesi prima, per un evento che si rinnova di anno in anno e costituisce un evento che dà identità a Civitavecchia.

 





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