Port Mobility e Adsp ai ferri corti

7 Giugno 2019
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Vertici della società a gestire la viabilità a causa del blocco della flessibilità del personale dovuto allo stato di agitazione indetto la scorsa settimana. Chiesta la convocazione di un tavolo permanente, ma la risposta di Molo Vespucci è stata giudicata tardiva. I sindacati: “Non aggiungiamo altre criticità allo scalo”

CIVITAVECCHIA – I vertici di Port Mobility, con Edgardo Azzopardi in testa, nel tardo pomeriggio di ieri sono stati impegnati  nel piazzale di largo della Pace, con tanto di pettorina fluorescente con il logo della società, per indirizzare i crocieristi e gestire il navettamento all’interno dell’area. Non una azione dimostrativa, quanto piuttosto una necessità, per non rischiare di far sprofondare nel caos il punto di accoglienza dei crocieristi.

‘‘Un atto di responsabilità’’ secondo il manager della società Edgardo Azzopardi, ben consapevole che non può ripetersi quotidianamente, ogniqualvolta si manifesti l’esigenza. «D’altronde – ha spiegato, affiancato dai dirigenti della società – lo stato di agitazione aperto dai sindacati non ci permette la flessibilità dei lavoratori». Straordinari bloccati e operatività consentita nel rispetto del contratto nazionale, niente più. Ma le esigenze, specie in piena stagione, sono molteplici.

Alla base dello stato di agitazione e dello sciopero di venerdì scorso la mancata assunzione dei lavoratori stagionali da parte dell’azienda ed il mancato confronto sulla contrattazione di secondo livello. «Eppure noi eravamo e siamo disposti a fare un passo in avanti in questo senso – hanno confermato da Port Mobility – lunedì abbiamo inviato una lettera all’Adsp sottolineando la nostra disponibilità all’assunzione, fino al 20 luglio, di personale stagionale e alla discussione della contrattazione di secondo livello; in cambio chiedevamo la convocazione, nel più breve tempo possibile, di un incontro in modo tale da poter definire contenziosi e procedure aperte con l’Authority e la sospensione dello stato di agitazione».

Ma da lunedì a ieri mattina nessun riscontro è arrivato da Molo Vespucci. Tanto che mercoledì la società ha inviato una nuova lettera, sollecitando l’apertura di un tavolo tecnico permanente. Niente, fino al pomeriggio di ieri, a pochi minuti dalla convocazione di una conferenza stampa da parte della società per spiegare la situazione in corso, pronta ad esplodere. Con una nota firmata dal segretario Roberta Macii arriva la convocazione per il 12 giugno, giudicata ovviamente tardiva dalla società e dai sindacati stessi, presenti ieri a largo della Pace, davanti a centinaia e centinaia di crocieristi. I rapporti tra la società e l’Adsp rischiano davvero di esplodere. E Molo Vespucci lo sa bene, essendosi appellata nella lettera proprio alla società, per convincere i sindacati a sospendere lo stato di agitazione ‘‘che rischia di paralizzare il funzionamento dello scalo – si legge – in un periodo in cui vi è la più elevata presenza di passeggeri».

Ma se non si trova un punto di incontro tra i due soggetti interessati, a partire dallo sciogliere il nodo legato ai livelli economici e ai sistemi tariffari da adottare, sarà difficile far rientrare quella che rischia di essere una bomba ad orologeria. I sindacati si dicono costretti, stante questa incertezza, ad andare avanti non escludendo un nuovo sciopero. «Non possiamo però permetterci – hanno spiegato Borgioni, Gallo ed Attig – di aggiungere un problema alle tante criticità già presenti nello scalo».

Fonte Civonline



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