polo civico

“Il dibattito apertosi sul forno crematorio deve affrontare – a nostro avviso – la sostanza della questione, condurre a un autentico chiarimento e non ad una mistificazione. Se la cosa che più interessa è la corretta informazione e non l’abilità dialettica o la polemica.

       A tal fine non giova insistere sul concetto che il forno crematorio rientra tra i servizi pubblici, e che soddisfa – nell’ambito di quelli cimiteriali – un interesse giuridicamente rilevante. Perché allora si potrebbe proseguire con un’altra precisazione, altrettanto ovvia: che l’ente locale è per l’appunto un erogatore di numerosi servizi pubblici, che graduare secondo l’importanza che rivestono sarebbe  arduo se non impossibile.

       E neppure giova – per superare l’obiezione della violazione dell’impegno a non aggiungere altre fonti d’inquinamento a quelle già esistenti – insistere sulla distinzione tra una fonte d’inquinamento e l’altra. Distinzione che può considerarsi un’asserzione di comodo, degna di coloro che intendono la politica alla vecchia maniera, se è vero come è vero che gli effetti nocivi dell’inquinamento sulla salute sono gli stessi, e non cambiano a seconda della fonte.

        Per cui, è conveniente concentrarci sul merito, sulle caratteristiche tecniche dell’impianto, sulla  capacità di trattamento prevista.
Ora, sembra assodato che a Civitavecchia i decessi in ambito cittadino siano dell’ordine di 500/600 all’anno e che dello stesso ordine di grandezza siano quelli del comprensorio in senso stretto. L’opzione della cremazione è propria, invece, di un numero molto più limitato, che ammonta attualmente a circa il 15% del totale dei decessi. Non si vede pertanto come ci si possa orientare per la trattazione annua di addirittura 1860 salme con due linee di cremazione. Qui si va ben oltre il soddisfacimento di un’esigenza pure legittima e quindi non si può affatto escludere che si tratti di un impianto industriale. Se poi si considera che nulla impedisce all’esercente dell’impianto – una volta ottenuta l’autorizzazione – attivare anche le altre due linee, allora non si vede quale sarebbe il limite di trattazione del complesso. E quali garanzie di corretto funzionamento potrebbero residuare”.

Lo hanno comunicato Mauro Campidonico Francesco Castriota Giuseppe Fresi del Coordinamento del POLO CIVICO.

 

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