Pino Cascianelli: “Mai votato per le dimissioni di Longarini”

24 Giugno 2014

Da Pino Cascianelli, riceviamo e pubblichiamo.

“In un articolo apparso di recente su un noto quotidiano locale, l’autore mi colloca impropriamente tra coloro che hanno chiesto e votato le dimissioni del segretario Clemente Longarini. Non l’avrei mai fatto e non solo perchè mi lega a Clemente qualche decennio di militanza politica nella sinistra ( iniziammo insieme nella F.G.C.I. ) e dunque un affetto ed una stima che non hanno subito mai incrinazioni ma anche e soprattutto perchè il documento e dunque le motivazioni che stanno alla base della richiesta non mi hanno affatto convinto. Così come non mi hanno convinto gli argomenti del documento alternativo. Le dimissioni del Segretario porterebbero al commissariamento del circolo ed il commissario di fatto zittisce le posizioni politiche, tutte, ed in modo particolare quelle che si sforzano di ricercare i motivi veri della sconfitta e trovare l’unità; zittiscono le voci più flebili quelle che non appartengono a coloro che non hanno o non hanno avuto incarichi prestigiosi, quelle che non trovano spazio sui media. Il commissariamento, se ci sarà non risolverà nulla poichè la soluzione risiede nella capacità del gruppo dirigente di trovare l’umiltà necessaria per ammettere gli errori commessi e ripartire proprio da lì. Questo è un dovere di tutti, dal più vessato e inascoltato dei dirigenti a quelli che ricoprono incarichi di grande rilievo anche istituzionali. So bene che sottovalutare la sconfitta equivarrebbe ad un suicidio e per questo bisogna evitare arroccamenti e stupide difese: è necessario dire la verità ed analizzare i motivi che hanno spinto i cittadini di Civitavecchia a mortificare la coalizione che sosteneva il candidato Tidei. La mia opinione, che ho espresso nel corso della riunione, è che su dieci cittadini che si sono recati ai seggi tre hanno scelto Tidei, due hanno votato per Cozzolino e cinque si sono espressi contro Tidei e la sua coalizione. Sarà il caso di capire come si è arrivati al completo isolamento politico del P.D. : la sinistra si è presentata agli elettori con almeno tre candidati a sindaco e le responsabilità non possono risiedere da una sola parte, sono diverse, più o meno gravi, ma gravano su tutti e vedremo che su questo tema, sono sicuro, il tempo sarà galantuomo. Il commissario non servirà a ricostruire questi rapporti, servono invece dei buoni muratori e ce ne sono nel gruppo dirigente e soprattutto tra quegli ottomila ed oltre elettori che non hanno ceduto alla rabbia ed allo sconforto. Sono dell’idea che non bisogna smettere di posare mattoni anche quando vengono presi a calci da comportamenti arroganti e presuntuosi, da grandi e piccoli privilegi blanditi come diritti. Non è la prima volta che la sinistra subisce una grave sconfitta, quasi sempre è accaduto per sue responsabilità e non per merito di altri: anche questa volta è stato così. Chi parla di scontro generazionale all’interno del Partito Democratico non ha seguito gli eventi di questi ultimi anni e non ha capito molto: ci sono giovani, e tanti che hanno scelto il P.D. ed hanno capito che l’impegno politico è fatica è lavoro e studio altri, giovani e meno giovani che vogliono arrivare alla vetta con l’elicottero e ci sono ” anziani” che dalla vetta non vogliono scendere e pensano di poter dare un contributo da lì. o penso che il rinnovamento debba avvenire senza distruggere niente, c’è bisogno di tutto e di tutti ma ai giovani bisogna fare strada, farli passare, hanno diritto di sbagliare, perfino di fallire ed ai meno giovani spetta il compito di aiutarli a risollevarsi. E’ un compito bellissimo da svolgere altri nel passato lo hanno fatto per noi, che osservavamo i loro comportamenti, la loro etica, la moralità indiscutibile, la passione per la politica e crescevamo inciampando qua e là. Tra i motivi della sconfitta c’è anche il tempo, quello che abbiamo perso correndo dietro a cose inutili e dannose che ci hanno procurato ferite profonde. ” Dicono che c’è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare io dico che c’era un tempo sognato che bisognava sognare” : recuperare il tempo sbagliato e quello sprecato è un compito che spetta in primo luogo ai giovani del Partito Democratico ma anche ai tanti militanti che vorranno contribuire; il commissario, se verrà, servirà a sprecare ulteriore tempo”.

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