Pietro Messina (Udc): “Nel mare magnum di note stonate solo tre solisti hanno saputo bene accordare i propri strumenti”

2 Luglio 2014

Da Pietro Messina (Udc), riceviamo e pubblichiamo.

“Nel mare magnum di note stonate solo tre solisti hanno saputo bene accordare i propri strumenti!
Civitavecchia c’è, Fabio Angeloni e Marco Costanzi.
Partiamo da quest’ultimo: analisi impietosa ma efficace e corrispondente alla realtà dei fatti. Il centro destra si è suicidato e gli stessi personaggi che ne hanno determinato la bruciante sconfitta ora sembrano talmente disorientati da cercare veramente di andare a pietire una partecipazione al banchetto della politica (anzi dell’antipolitica pura e dura) senza rendersi conto che, così facendo, regaleranno agli avversari una lunga stagione di vittorie elettorali e si condanneranno alla marginalità politica.
Altrettanto lucida e lungimirante la valutazione di Fabio Angeloni sul futuro percorso possibile per il riscatto del PD locale: c’è bisogno di inventarsi nuove regole di partecipazione diretta degli elettori per evitare di dover rincorrere il “despota” di turno e per tornare a costruire un vero partito, inteso come palestra dove allevare la classe politica del futuro nel confronto/scontro delle idee e dei programmi utili per la città.
Infine il richiamo degli amici di Civitavecchia C’è: da tempo il sottoscritto sollecita una seria riflessione sugli effetti negativi della paventata inclusione della nostra città e dell’intero comprensorio nell’area metropolitana, ma nessun partito ha sentito il bisogno di provocare un confronto vero e basato su dati normativi e non sulle solite “chiacchiere” da bar.
Aggiungerei un altro argomento scottante e di estrema attualità: la crisi di Torre Valdaliga Sud. L’amministrazione comunale dovrebbe aprire il discorso della definitiva chiusura del sito elettrico ormai obsoleto…..altro che riconversione!
Occorre indirizzare la proprietà a riconvertire davvero, a destinare il sito ad attività industriale connessa con il porto, con il mare, risultando strategica la sua posizione ed apparendo del tutto naturale e possibile impostare un programma industriale che tenga conto di quella posizione.
E’ necessario aprire un confronto su questi ed altri temi, altrimenti saranno le oligarchie a decidere per i cittadini (magari dopo una farsesca consultazione on-line!)”.

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