Ecco la lettera inviata dal segretario provinciale del Partito Democratico, Rocco Maugliani inviata a Sel per il congresso dei vendoliani, che di fatto certifica anche a livello provinciale come i rapporti tra i due partiti, forze di maggioranza in Regione, siano particolarmente tesi. “Caro Giancarlo, mi dispiace ma non parteciperò ai lavori del vostro congresso. Prendo questa decisione non senza amarezza ma con la serenità di chi sa di non poter fare altrimenti, alla luce dei gravissimi fatti che hanno portato alla caduta dell’Amministrazione comunale di Civitavecchia, rispetto alla quale il ruolo giocato dal tuo partito e dai suoi rappresentanti sul territorio pesa come un macigno sui nostri rapporti politici, presenti e futuri. La caduta di una delle amministrazioni comunali più importanti del territorio che ci vedeva insieme al governo, causata in massima parte dalle dimissioni dei quattro consiglieri comunali di Sinistra Ecologia e Libertà, proditoriamente consegnate nottetempo nelle mani di quel Moscherini che è stato il vero protagonista del dissesto economico e finanziario della città, oltre che del suo decadimento morale, rappresenta una delle pagine più nere del centrosinistra nel nostro territorio e in nessun modo può essere derubricata a fatto esclusivamente locale. In questa oscura vicenda tutto ci allontana: la fretta con la quale si è voluta sciogliere l’amministrazione, senza nemmeno che fra di noi intercorresse una comunicazione, ignorando persino le dimissioni del sindaco Tidei, messe sul tavolo come gesto di disponibilità teso a costruire le condizioni per comporre la frattura, il maldestro tentativo con il quale vi siete ostinati in questi giorni a difendere l’indifendibile, accampando scuse pretestuose e prive di fondamento, le parole di ferma condanna del presidente Zingaretti per un atto che tanto male ha arrecato alla comunità e ai suoi cittadini, così distanti quelle parole dal comportamento di chi nel tuo partito, provenendo da Civitavecchia, si trova a svolgere il ruolo di capogruppo in Consiglio Regionale, persino le foto che nei giorni precedenti alla congiura ritraggono i congiurati in amabile compagnia in attesa di sferrare il colpo definitivo, sinistramente assestato nei confronti della città. La Politica è anche governo e gestione di interessi ma quando i riferimenti culturali e i valori che stanno alla base delle azioni di chi materialmente opera sul territorio, sotto l’ombrello e la copertura di partiti importanti, non sono saldi, quando le convinzioni personali sono incerte e zoppicanti, allora sono gli interessi che governano la Politica e che la rendono una loro pertinenza, perché in quel momento bene comune e interesse collettivo si dissolvono nelle singole e misere convenienze individuali. Dico questo con spirito autocritico perché purtroppo anche in esponenti del mio partito, in alcuni territori, ho riscontrato quella debolezza etica e culturale dalla quale non può che partire una proposta di governo debole e subalterna. Anche a Civitavecchia, dove il comportamento riprovevole tenuto dai consiglieri di Sel è lo stesso tenuto da un nostro iscritto, di cui mi accingo a proporre ai nostri organismi di garanzia interni l’immediata espulsione. E’ proprio il sospetto di un torbido intreccio fra Politica e interessi privati che ci spinge in questi giorni a denunciare con forza quanto accaduto a Civitavecchia, forti di elementi concreti e desolanti che sono da giorni oggetto di nostre iniziative pubbliche anche nelle sedi istituzionali, le interrogazioni ed interpellanze parlamentari che in queste ore stanno producendo deputati e senatori del gruppo PD, stanno a dimostrarlo. Il fatto che queste denunce stiano cogliendo nel segno lo stanno a dimostrare le vergognose minacce e intimidazioni di cui negli ultimi giorni è stata fatta oggetto la famiglia Tidei, non solo nelle persone di Pietro e Marietta ma anche purtroppo in riferimento ad un ragazzo di diciassette anni e a una bambina di otto, fatto deplorevole e imperdonabile rispetto al quale, ancora una volta, è apparso assordante il vostro silenzio. Ti scrivo queste cose nella convinzione che potremo riprendere a dialogare un giorno soltanto se saremo capaci di parlare il linguaggio della verità, con la forza e la capacità di trattare le vicende più scomode e perniciose di casa nostra con un’intransigenza almeno pari a quella che crediamo di dover impiegare nel rapporto con gli altri. Nella speranza di aver fornito a te e ai delegati del tuo congresso degli spunti di riflessione vi porgo i miei migliori auguri di buon lavoro”.

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