PD. 19 membri della Direzione riconfermano Longarini

23 Giugno 2014

I membri della direzione PD (Angeloni Paola, Barbaranelli Fabrizio, Bertini Patrizia, Bertini Roberto, Bevilacqua Giulia, Braccini Alessandro, Busato Rita, Carabetta Mario, Carluccio Valentino, Castellucci Massimo, Cervarelli Lara, Cervarelli Simone, Galiani Claudio, Leopardo Alberto, Lucioni Alfio, Pergolesi Marina, Scotti Roberto, Tremi Proietti Valentina, Vischetti Viviana) che non hanno condiviso le dimissioni di Longarini da Segretario del Partito, a seguito della sconfitta elettorale alle amministrative, riconfermano il loro positivo giudizio sul suo operato. 

“Longarini ha condotto il partito e la campagna elettorale con passione e capacità. Il processo di rinnovamento da tempo avviato ha conosciuto con lui una grande accelerazione che si è espressa non solo nella conduzione della campagna elettorale ma anche nella lista per le comunali. Sorprende che la rappresentazione fornita in questi giorni da alcuni organi di informazione abbia evidenziato più la posizione dei quattro membri della direzione che hanno espresso voto favorevole alle dimissioni, che quella della stragrande maggioranza che le ha respinte. Abbiamo quindi voluto esprimere a Longarini la nostra solidarietà politica, umana e sottolineare come non sia né giusta né corretta la ricerca del capro espiatorio. Lo abbiamo fatto nei due giorni di impegnato dibattito alla direzione, dove abbiamo esaminato a fondo le ragioni del risultato elettorale, anche facendoci carico e sottolineando gli errori commessi. Ma in un partito si vince e si perde insieme e non si attendono le sconfitte per inammissibili ritorsioni e le vittorie per utilizzarle a proprio vantaggio. Avvertiamo il travaglio umano e politico del segretario di una forza politica che conosce una cocente sconfitta. Ma il segnale chiaro che vogliamo lanciare è che noi ci sentiamo tutti responsabili del risultato elettorale e che trarremo le logiche e solidali conseguenze dalle decisioni che assumerà. Ove dovesse confermare le dimissioni ne prenderemmo atto e si aprirebbe una fase nuova: quella della preparazione e gestione di un congresso che dovrà necessariamente avere tra i suoi principali obiettivi il recupero della centralità politica che la  forza del Partito Democratico rende necessaria per la crescita della città. Un congresso che sappia affrontare la questione del rinnovamento in termini di contenuti e di quadri dirigenti. Non basta definirsi innovatori per esserlo, né è sufficiente l’evidenza dei dati anagrafici. Troppo spesso dietro al sostegno al rinnovamento si sono nascoste e si nascondono operazioni gattopardesche. Si guarda agli altri e mai a se stessi. Noi intendiamo partecipare con interesse ad un processo di autentico “rinnovamento nella continuità” come venne felicemente definito da Enrico Berlinguer, chiedendo anche una rimodulazione dell’ impegno dei singoli per far avanzare quelle forze nuove che si sono espresse in questa fase e che hanno fornito una importante prova di sé. Il nuovo deve avanzare a condizione che da un lato superi, senza smentire, valori e tradizioni storiche, dall’altro che sia sostenuto da una chiara visione di cosa e come si vuole rinnovare. Rinnovamento quindi su contenuti, su programmi e non sterile rivendicazione che può suscitare il sospetto di celare personali ambizioni e velleità. Da queste brevi e sommarie considerazioni prende forma l’dea di organizzare in seno al Partito Democratico di Civitavecchia un’area programmatica. L’area sarà riferimento anche di sensibilità diverse presenti nel partito e trova il suo punto privilegiato ed essenziale nel confronto sui contenuti e sulle istanze di rinnovamento che da questi discendono.  La nostra battaglia congressuale si combatterà sul terreno delle idee. Vogliamo offrire il nostro contributo per costruire un Partito Democratico che sia sottratto a logiche che vedono contrapporsi gruppi consolidati di potere che si aggregano spesso al di fuori di progetti riconoscibili. La nostra volontà, comunque espressa anche nel passato, di rinnovare i gruppi dirigenti, trova plastica conferma nella decisione di assegnare la piena responsabilità di coordinare l’area, a giovani, nelle figure di rappresentanza, che essi stessi individueranno. In questa scelta non vi è alcuna volontà di mimetismo politico. Vi è invece la sincera convinzione che tradizione e modernità debbano essere aspetti di una stessa modalità di vivere la politica. Non si tratta di lanciare segnali o dar vita a mere operazioni di facciata. L’obiettivo della iniziativa è quello di far vivere nel Partito Democratico una onesta competizione delle idee. Al centro vi sono due aspetti: da un lato quale Partito, dall’altro quale città. Per entrambi, la nostra ambizione è quella di concorrere a trovare le migliori risposte. Le persone ed i loro spesso drammatici problemi, sono i terminali delle nostre azioni: sono la ragione per la quale siamo e rimarremo in campo. Il Partito Democratico non ha necessità di rinnovarsi perché si dia una verniciata di fresco con carte di identità meno sciupate dal tempo. Deve rinnovarsi per corrispondere ad una società cittadina che si è trasformata anche socialmente e culturalmente e chiede alla politica di occuparsi del bene comune. Il Congresso, nei tempi e con le modalità che assieme decideremo, sarà la sede naturale per un franco e leale confronto delle idee e sarà il luogo nel quale, su base progettuale, si potranno costruire le premesse perché, nel pieno rispetto della continuità, si affermi a pieno titolo una nuova classe dirigente”.

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