Patologie del piede: La fascite plantare (3^ parte)

(continua dall’edizione precedente)

Diagnosi:

All’interno della valutazione clinica assume una grande importanza l’anamnesi, in cui viene richiesto al paziente di descrivere il proprio dolore. Ciò è fondamentale per una diagnosi differenziale, dato che molte sono le patologie che comportano dolore sotto la pianta del piede e diversi gli approcci terapeutici possibili. Un’atrofia del cuscinetto adiposo sottocalcaneare, per esempio, si caratterizza per un dolore abbastanza simile, ma più frequentemente bilaterale che tende ad aumentare con il cammino, mentre un intrappolamento o compressione nervosa (nervo plantare di Baxter) si associa a sensazioni di formicolio e caldo/freddo. L’esame ecografico rappresenta il più utilizzato per confermare la diagnosi: è positivo se si riscontra un’area ipoecogena a livello inserzionale dello spessore di 4mm o superiore o almeno 1mm maggiore rispetto al controlaterale asintomatico. Una radiografia, inoltre, può escludere una frattura da stress del calcagno e può far luce su una spina calcaneare. Anche la RMN può essere molto esplicativa ma è meno usata per la sua maggiore invasività. Prima di iniziare il trattamento sarebbe quindi doveroso indagare lo stile di vita del paziente ed eventuali pregresse patologie a livello del piede.

Windlass test

Il windlass test è un semplice test ortopedico che si propone di evocare lo stesso dolore riscontrato dal paziente mediante una dorsiflesiflessione dell’alluce con il paziente in carico, è altamente specifico per questo tipo di problematica.

TRATTAMENTO

Il trattamento maggiormente utilizzato è il conservativo, qualora quest’ultimo dovesse fallire allora si procederà con il trattamento chirurgico.

Nel trattamento conservativo, l’allungamento si è rivelato molto efficace, anche perché può essere facilmente riprodotto in casa dal paziente. Lo stretching può essere effettuato direttamente sulla fascia plantare attraverso la fissazione dell’inserzione calcaneare e l’induzione della tensione tramite un’estensione dei metatarsi effettuata o da un terapista o direttamente dal paziente come auto-allungamento.

(segue nella prossima edizione)